Pianeta atenei

Da economia a medicina: selezioni per 2mila corsi

di Francesca Barbieri

Duemila “jolly” per trovare lavoro: dal management alla matematica, dalla finanza all’health care, tanti sono i corsi in rampa di lancio per il prossimo anno accademico rivolti ai laureati che puntano ad aumentare le proprie possibilità di carriera. Non solo per i giovani, ma anche per chi ha anni di lavoro alle spalle, i master rappresentano uno strumento utile per crescere dal punto di vista professionale.

A dirlo sono i numeri: l’indagine del consorzio interuniversitario AlmaLaurea (che raggruppa 72 atenei), realizzata nel 2014 su un campione di oltre 7mila diplomati 2012/13 a un anno del titolo, evidenzia che l’83% è occupato. I più “fortunati” arrivano dall’area medica, dove si sfiora il 90% di occupati, ma ottengono buoni risultati anche coloro che conseguono un master nell’area scientifico-tecnologica (81,8% di impiegati a un anno dal titolo), in quella sociale, economica e giuridica (77,2%) e persino in un ambito tradizionalmente debole come quello umanistico lavora oltre l’80% di chi ha conseguito un titolo post-laurea. Molteplici gli assi nella manica dei “masterizzati” , a cominciare dalla stabilità lavorativa elevata, 70 per cento, e dall’efficacia del titolo, che risulta determinante nel 30,7% dei casi.

Le possibili proposte in partenza con l’anno accademico 2015/16 sono oltre duemila. Nel monitoraggio realizzato dal Sole 24 Ore del Lunedì - e disponibile su internet - non solo i corsi degli atenei tradizionali, pubblici e privati, ma anche quelli di centri di formazione e business school, di scuole di eccellenza e università telematiche. Nella scelta tra un ventaglio così ampio di proposte il primo aspetto da tenere in considerazione è la proposta di stage all’interno del piano di studi del master. Un modo per stabilire un contatto con le aziende e mettere in pratica quello che si apprende in aula. Ma anche la possibilità di aprirsi la strada verso un posto di lavoro vero e proprio: secondo AlmaLaurea il 30% dei diplomati interpellati lavora per lo stesso ente o azienda dove ha svolto il tirocinio. Altri aspetti da tenere in considerazione sono l’”apertura” internazionale del corso, la presenza di borse di studio, le specializzazioni in linea con le esigenze del mercato del lavoro. Un cocktail che ha come ingrediente base l’attenta valutazione delle proprie attitudini e del percorso di studio da cui si proviene.

Una bussola per la scelta della specializzazione post-laurea può arrivare anche dai ranking internazionali. Le classifiche, che riguardano Mba, master executive e business school di tutto il mondo, vengono stilate periodicamente e prendono in considerazione diversi parametri, come il tasso di occupazione e il salario che viene raggiunto dagli ex studenti. Viene inoltre analizzato l’incremento retributivo ottenuto grazie al conseguimento del nuovo titolo di studio. E nella scelta del master non può non entrare in gioco il rapporto costi-benefici. Le “rette” di iscrizione di un master di primo o di secondo livello sono comprese in media tra i mille e i 5mila euro, con punte fino a 10mila, ma per gli Mba, i master in business administration, rivolti solitamente a chi ha già anni di esperienza alle spalle, i prezzi possono anche superare i 50mila euro.


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