Studenti e ricercatori

Numero chiuso per gli aspiranti camici bianchi, così fan gli altri

di Benedetta Pacelli

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Mentre in Italia si discute da anni se modificare l’accesso a medicina, con l’ipotesi (tanto contestata) di abolire i test di ingresso, negli altri paesi europei a cambiare le regole esistenti, tutte articolate in un sistema selettivo piuttosto rigoroso, non ci si pensa proprio.

In Francia e Belgio selezione solo rinviata
Uno degli stati Ue dove le procedure sono particolarmente ferree è la Francia, che proprio nei mesi scorsi sembrava essere diventata il modello di riferimento anche per il sistema italiano. In questo paese la selezione è un vero percorso ad ostacoli. Gli studenti diplomati presentano la loro candidatura, indicando in ordine di preferenza le tipologie di studi superiori richieste. In presenza della disponibilità dei posti e del posizionamento utile nelle procedure selettive universitarie, ottengono l'ammissione ai Paces (Premières Années Commune Aux Etudes de Santé), primo anno di studi comune ai 4 ambiti medici: Medicina, Farmacia, Odontoiatria e Ostetricia. Solo chi supera gli esami del 1° semestre (Chimica, Biologia, Istologia) è ammesso al 2°, gli altri sono indirizzati verso altri percorsi. La selezione più dura avviene proprio per l’iscrizione al 2° anno, la cui quota di ammissibili è annualmente fissata per decreto. Anche in Belgio l’accesso avviene senza particolari restrizioni, ma la selezione è rinviata all’anno successivo e si basa solo sui risultati conseguiti nel primo anno di studi.

Germania, Spagna e Regno Unito scelgono i test
Complesso anche l'accesso in Spagna dove la legge prevede che nelle università nazionali ci sia una prova preliminare volta a conoscere qualità e livello di preparazione dello studente. La prova denominata Pau (Prueba de Acceso a la Universidad), che punta a valutare la maturità accademica, è divisa in due parti: una più generale dedicata ai candidati di tutti gli atenei, e un’altra sulle materie caratterizzanti medicina. Alla fine la somma tra i voti del diploma, quelli dell'esame e della prova specifica vale per l'accesso a numero programmato. Selezioni non semplici anche nel Regno Unito dove le singole scuole mediche fissano annualmente i propri criteri di selezione. Una volta diplomati, gli studenti attraverso l’Ucas (Universities and Colleges Admission Service), devono presentare la domanda di ammissione fino a quattro scuole mediche. Da quel momento parte una serie di differenti test a seconda dell’ateneo scelto. Solo i candidati che li avranno superati saranno invitati alla prova finale, la cosiddetta interview condotta da una commissione esaminatrice specializzata per accertare, oltre al possesso delle conoscenze teoriche (soprattutto chimica, fisica, biologia), le valutazioni e le motivazioni personali che indirizzano i candidati alla professione medica. In Germania invece l'ammissione degli studenti è gestita da un organismo federale, l'Ufficio centrale per l'attribuzione dei posti nell'ambito dell'istruzione superiore. I posti (2%) sono riservati agli studenti diversamente abili o con difficoltà socio-economiche, ai migliori (20%) che alla conclusione degli studi secondari hanno riportato voti alti e agli idonei (20%) degli anni precedenti in lista di attesa. Il test di ammissione, un tempo abolito, è stato reintrodotto ma non in maniera obbligatoria ed è utile per migliorare il punteggio complessivo e la possibilità di essere selezionati nel corso dell'intervista conclusiva.


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