Studenti e ricercatori

Ingegneri, una matricola su due non arriva al termine degli studi

di Giuseppe Latour


Uno studente su due abbandona ingegneria prima della fine degli studi. Proprio mentre un nuovo anno si prepara a decollare nelle università italiane, il centro studi del Cni pubblica le statistiche relative ai ragazzi che scelgono di studiare ingegneria. E i numeri evidenziano come in questo campo il tasso di abbandono resti elevatissimo. Anche se non ci sono solo dati negativi: il numero dei laureati nel settore, infatti, continua ad aumentare.

I numeri
Partendo da quest’ultimo elemento, secondo il Centro studi, nel 2013 hanno conseguito una laurea di primo o secondo livello nell’area ingegneristica 52.124 studenti, contro i 51.397 del 2012 (+1,4%). Il dato segue il trend dei laureati in tutte le discipline, tanto è vero che la quota di laureati in ingegneria rispetto al totale è rimasta invariata: nel 2013, su 100 studenti che hanno conseguito il titolo diciassette sono ingegneri. Allo stesso tempo, però, aumenta la componente femminile. Le neo laureate in ingegneria nel 2013 sono state oltre 16mila, circa il 31% del totale.

Politecnico di Milano al vertice delle scelte
Resta evidente il dominio di alcune facoltà. Un terzo dei laureati risulta, infatti, concentrato in appena tre atenei. La leadership è appannaggio del Politecnico di Milano (8.206 laureati), seguito dal Politecnico di Torino (5.014) e dalla Sapienza di Roma (3.947). Per quanto riguarda i settori dell’ingegneria, risultano in aumento i laureati in quello industriale e civile/ambientale, mentre calano i laureati del settore dell’informazione. Una curiosità: degli oltre 52mila laureati in ingegneria nel 2013, appena 322 hanno utilizzato i tre atenei telematici (Uninettuno, Guglielmo Marconi e E-campus).

Allarme abbandoni
Il punto dolente dei numeri del Cni riguarda il fenomeno dell’abbandono universitario. Prendendo in esame gli immatricolati dell’anno accademico 2007-08 nei settori di ingegneria civile e ambientale, dell’informazione e industriale, a distanza di sei anni appena il 41% ha conseguito il titolo triennale, il 9,8% non ha completato ancora l’iter formativo e addirittura il 49,2% ha cambiato corso di laurea o abbandonato del tutto gli studi. Circa la metà di coloro i quali hanno intrapreso gli studi ingegneristici non arriva nemmeno al titolo triennale.
«Il vero dato significativo che emerge dalla nostra ricerca – commenta Luigi Ronsivalle, presidente del Centro studi Cni – è l’enorme numero di abbandoni. Mi viene da pensare che ad influire sia soprattutto il fatto che nella scelta della facoltà, negli ultimi anni, si sia pensato più agli sbocchi professionali che non alle proprie inclinazioni personali e alle competenze di base». In questo senso, andrebbe verificata «l’adeguatezza della formazione pre-universitaria, rispetto alle nuove competenze richieste dai corsi di studio più innovativi e porre una maggiore attenzione all’orientamento allo studio dei giovani, fin dalle scuole superiori».

Le immatricolazioni
Sul fronte delle immatricolazioni, comunque, i corsi di laurea in ingegneria restano tra i preferiti dagli studenti italiani. Il 14,7% degli immatricolati, infatti, ha scelto una classe di laurea di questo gruppo: in termini assoluti si tratta di 45.761 neodiplomati iscritti. Seguono a breve distanza gli immatricolati del gruppo economico-statistico. Il numero sempre rilevante degli studenti di ingegneria risulta trainato soprattutto dalle immatricolazioni nella classe di ingegneria dell’informazione (+5,3% nel 2013-14 rispetto all’anno precedente). In leggero calo (-1,4%) gli immatricolati della classe ingegneria industriale. Il calo più vistoso, invece, è quello che caratterizza la classe civile ed ambientale che ha perso, in un anno, l’8,3% degli immatricolati.


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