Studenti e ricercatori

Tutti a scuola di app: internet delle cose e wearable al centro dell’Academy di Samsung

di Pierangelo Soldavini


C’è l’applicazione che si preoccupa della corretta alimentazione per tutti, anche per celiaci e per chi soffre di intolleranze alimentari, quella che aiuta i ritoratori a informare sugli allergeni nei singoli piatti e quella per la consultazione di un menu fast food. C’è l’app che permette di creare percorsi di visita personalizzati nelle città d’arte italiane sulla base dei propri interessi, quella che mostra l’evoluzione nel tempo attraverso le foto delle località che vogliamo visitare, un diario per le nostre escursioni in montagna, ma anche quella che aiuta a risolvere i problemi dei disgrafici. C’è quella per cercare facilmente i film nei cinema delle vicinanze e quella per individuare il posto nel locale una volta acquistato il biglietto. Ma c’è anche la piattaforma per condividere e noleggiare l’auto quando è inutilizzata, quelle con giochini a suon di monete o personaggi in caduta libera e una per la riproduzione “emozionale” di brani musicali. Sono solo alcuni dei sedici progetti di applicazioni presentati ieri in conclusione della seconda edizione di Samsung App Academy , il progetto di formazione professionale per sviluppatori di app ideato da Samsung in collaborazione con Mip, Business School del Politecnico di Milano, e il Dipartimento di Elettronica Informazione e Bioingegneria dello stesso ateneo milanese.

Trenta giovani tra 21 e 34 anni hanno potuto imparare a sviluppare app per Android, in modo da poter arricchire le loro competenze per affrontare un mercato del lavoro sempre più digitale, competitivo e globalizzato. Il focus di questa seconda edizione è stato sull'internet delle cose e sulle tecnologie indossabili, due trend tecnologici che stanno guidando l'innovazione e che stanno rivoluzionando le nostre abitudini, non solo nella vita privata ma anche professionale. Le sedici applicazioni sono state presentate ieri sera con il format dell'elevator pitch, modalità utilizzata dagli startupper di tutto il mondo per presentare in pochi minuti il loro progetto e l’idea di business ai potenziali investitori. Gli studenti saranno valutati per svolgere uno stage in Samsung o in una delle aziende partner del progetto. Tra i ragazzi che hanno finito lo scorso gennaio la prima edizione della App Academy, Francesco Motta, laureato in giurisprudenza, che prima del corso non aveva nessuna esperienza di codice software, ora lavora da web designer in un’azienda, Giulio Savarese si sta dedicando a tempo pieno a sviluppare una startup legata al mondo del food, Davide Gibin è data manager per l’Autorità europea per la sicurezza alimentare a Parma.


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