Studenti e ricercatori

È un effetto delle prime prove di orientamento

di Andrea Lenzi*

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Si legge sulla stampa di questi giorni che le iscrizioni ai test di accesso al Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia ha avuto un calo drammatico; testate autorevoli parlano di un calo vicino al 20% ed alcuni blog arrivano a parlare del 30%, enfatizzando questo calo come un problema legato alle condizioni economiche del paese, ad una riduzione di interesse per questa laurea, al calo dei posti messi a concorso e infine alla problematica del “collo di bottiglia” derivante da un numero di posti per i corsi di specializzazione e di medicina generale, inadeguato per difetto rispetto al numero dei laureati. Tutte queste ragioni possono ovviamente avere un motivo di validità tanto che in altre occasioni ne ho già parlato anche in queste colonne più volte in passato, ma perché il fenomeno è, così evidente proprio quest’anno?

Mi sento di dire, innanzitutto, che “purtroppo” il dato numerico non è reale. Su base nazionale e non locale, infatti, i numeri complessivi che mi è dato conoscere dicono che gli iscritti al test di accesso nel 2014 sono stati 69.596 e per il 2015 sono 60.639 (quindi circa il 13%). Solo dopo il giorno del test (il prossimo 8 settembre) potremo conoscere il numero reale dei partecipanti e trarre vere conclusioni. Ma perché ho detto “purtroppo”, perché il numero di candidati di quest'anno (oltre 60.000) è ancora decisamente sproporzionato rispetto al numero di posti (circa 9.500) disponibili. Quest’anno si è tentato un esperimento in extremis, a luglio, per arginare il fenomeno dell'eccesso dei concorrenti per i posti disponibili. Infatti, la Conferenza dei presidenti di corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia, che coordino, ha messo a disposizione del ministro Giannini, e tramite il sito web del Miur, dei candidati al test di accesso un sistema di autovalutazione (basato su un questionario e su una algoritmo valutativo) della vocazione dei singoli allo studio ed all’impegno personale e psicologico necessari per medicina. Tale questionario dava al potenziale candidato un quadro della propria predisposizione ad un mestiere, sicuramente bellissimo, ma sempre più complesso, difficile e che richiede uno studio ed un aggiornamento continuo oltre che una disponibilità per il prossimo, come si dice, h24. Non abbiamo ancora i dati definitivi, ma vorrei dire che questa primissima forma embrionale di orientamento dovuto alla collaborazione fra docenti e Miur, se fosse la causa principale di questo calo sia pur solo del 13% dimostrerebbe che quanto sosteniamo da anni è la realtà: serve un “orientamento”, per gli studenti del quarto e quinto anno delle scuole superiori, che chiarisca loro che il proprio orizzonte temporale non è la maturità, ma il mondo del lavoro e della professione successivo.

L’Italia è l’unica nazione Ocse in cui si verifica il fenomeno di 6 candidati (negli anni passati si è arrivati fino ad 8!) per ogni posto disponibile nei corsi di medicina, pur volendo credere che siamo di fronte ad un “popolo di medici” (oltre che delle molte altre qualifiche assegnate al “popolo italico”) questo significa che nella realtà ci troviamo difronte a un forte “disorientamento” degli studenti sul post-maturità e sulla propria vocazione lavorativa. Il ministro Giannini ha dato un primo segnale di attenzione politica a questo problema e mi auguro che con questa strada fatta nei modi e nei tempi più adeguati si possa arrivare ad un fisiologico numero di 2-4 candidati per posto disponibile. Il contatto fra mondo universitario e quello della scuola secondaria è in questo senso indispensabile anche perché solo così i test di accesso a medicina, come ad altre lauree a numero programmato, diventerebbe più discriminante per una popolazione di studenti più orientati e motivati.

*Presidente del Consiglio Universitario nazionale e della Conferenza permanente dei Presidenti di Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia


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