Studenti e ricercatori

Double degree, con il soggiorno all’estero la laurea vale doppio

di Alberto Magnani


Corso unico, immatricolazione unica, tasse uniche. Cambia solo un dettaglio: la laurea vale doppio. Nelle università italiane continua a crescere l'offerta di double degree, i programmi di laurea convenzionati tra due o più atenei internazionali: lo studente si iscrive a un dipartimento in Italia, svolge un certo numero di semestri all'estero e ottiene due titoli dalle due istituzioni che hanno siglato l’accordo. Solo all'inizio dello scorso anno accademico si contavano più di 400 opzioni, spalmate in una rete di atenei che è cresciuta al ritmo di quasi due volte tanto dal 2009 ad oggi. Con incursioni a tutto campo: dalla critica letteraria in Germania allo studio del common law nel Regno Unito, dalle grandi scuole di ingegneria europea all'analisi finanziaria nei college Usa. I vantaggi? Se non ci sono numeri precisi sul tasso di occupazione dei laureati “doppi”, possono aiutare le prospettive di chi ha svolto almeno un'esperienza all'estero durante la sua carriera: AlmaLaurea stima un rialzo del 20% sulle possibilità di trovare impiego rispetto ai coetanei che sono sempre rimasti in Italia. Senza contare marce in più come rinforzamento della lingue straniere, diversificazione dei piani didattici e il network di contatti intessuto durante i soggiorni internazionali. Quanto ai costi, si parla più che altro dell'investimento su un soggiorno di medio corso fuori dall'Italia. Di norma gli studenti pagano solo la retta dell'università di provenienza e sono coperti da agevolazioni e borse di studio, in rapporto al totale di borse offerte durante il processo di selezione.

Trento e Bologna, la “mappa” dei double degree
Proprio un “boom” non è, perché già nel 2008-2009 il totale degli atenei con una doppia laurea nell'offerta formativa raggiungeva un terzo del totale. Oggi la proporzione è salita ancora, dagli istituti già al centro di network internazionali ai dipartimenti che costruiscono programmi ritagliati sulle proprie eccellenze didattiche.L’Università di Trento, tra le capofila della categoria (i primi accordi risalgono al 1997) apre una volta l'anno un bando per i suoi programmi di doppio titolo con una borsa di studio da 3.500 euro annui. Se si guarda ai soli programmi di doppia laurea, dal 2009 al 2014 l'università ha inviato e ricevuto studenti da un network di 27 atenei internazionali che spazia dall'università di Granada a Parigi 13, dalla Virginia Tech (Stati Uniti) alla Tongji University (Cina).
I numeri si fanno anche più corposi all'Alma Mater di Bologna, uno dei motori dell'integrazione accademica europea. Solo per il 2015-2016 l'università ha distribuito nei suoi 10 dipartimenti un totale di 58 corsi di laurea internazionali, 41 dei quali aperti al rilascio di un titolo doppio o multiplo. L'elenco include corsi impartiti già in inglese come Innovation and Organization of Culture and Arts (Carnegie Mellon Pittsburgh, negli Stati Uniti) o scelte più tradizionali che si evolvono in un'apertura europea. Una colonna dell'Alma Mater come la scuola di Giurisprudenza ha dato vita a due due convenzioni distinte per un corso di laurea in diritto-italo francese (Bologna e Parigi Ouest Nanterre) e un accordo di cooperazione con il King's College di Londra che permette di trascorrere oltremanica l'ultimo anno di studi e aggiudicarsi il titolo di Lmm (master).

Da Milano a Melbourne, andata e ritorno
E nelle “metropoli studentesche”? Il Politecnico di Milano conta oltre 80 sedi partner per gli accordi di doppia laurea e circa 30 solo per il progetto Time (Top Industrial Managers for Europe, un network di atenei tecnici per la promozione dei double degree in campo ingegneristico); la Bocconi, per il 2016-2017, aprirà le selezioni su 100 posti disponibili in 25 università e 20 paesi, dalla più classica Copenaghen Business School (Danimarca) alla University of Melbourne, in Australia; la Bicocca ha attivato sette programmi di doppia laurea con una robusta vocazione extra-europea, dal “double degree” in economia con l'Università di Belgrano (Argentina) agli studi in geologia che rilasciano un titolo multiplo tra Italia, Francia (Blaise Pascal) e Stati Uniti (Michigan Technological e Buffalo). Spostandosi su Roma, la Luiss offre un totale di 12 double degree per gli iscritti a corsi di laurea magistrale e a ciclo unico, con l'aggiunta di partnership strutturate già dal triennio. A Torino si creano opzioni internazionali sia al Politecnico (soprattutto ingegneria) sia all'Università degli studi del capoluogo piemontese. In particolare la scuola di Management ed Economia propone tre corsi binazionali tra Italia e Francia, con accordi Torino-Nizza (triennale), Torino-Lione (magistrale) e Torino-Rennes (magistrale).

I criteri di selezione (e i corsi internazionali)
Va da sé: la selezione è rigida, soprattutto negli atenei con meno borse di studio a disposizione per i laureandi. Se l’opportunità del doppio titolo viene assegnata solo nel corso degli studi – e non è inclusa in automatico nel piano didattico – i requisiti sono media elevata, ottima conoscenza della lingua e progetti di studio affini al cuore didattico dell'università partner. In alternativa, o in aggiunta, è sempre più ricca l'offerta di corsi insegnati in lingua inglese: da una ricerca sul portale Universitaly risultano un totale di 245 corsi in 52 atenei, dalla Cattolica di Milano all'Università di Siena.


© RIPRODUZIONE RISERVATA