Studenti e ricercatori

Viaggio nel ranking dell’Arwu: dal 2003 a oggi solo 15 atenei italiani tra i primi 500

di Carlo Carli

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Nei giorni scorsi sono state pubblicate le classifiche 2015 ARWU (Academic Ranking of World Universities) che vengono annualmente formulate dai ricercatori del Center for World Class University della Jiao Tong University. Dette classifiche (reperibili nel sito www.arwurankinguniversities.org) che riguardano le top 500 Università del mondo, sono il risultato di un vasto e prezioso lavoro in cui ogni Università viene esaminata sotto numerosissimi caratteri (studenti, docenti, pubblicazioni, ecc.) e che si conclude appunto nella classifica generale che viene pubblicata. Esaminiamo qui le posizioni occupate dalle Università italiane.

Le Università italiane nel ranking internazionale.
ARWU fornisce per le prime 500 top Università la posizione nel ranking seguendo i seguenti criteri:
A.indica il posizionamento delle singole Università che occupano i primi cento posti del ranking (p.es. 97 = 97° posto);
B.per i successivi posizionamenti, ARWU procede indicando le classi di ranking in cui sono inserite le Università: solitamente per gruppi di 50 università collocandole - in ordine alfabetico del Paese di appartenenza - nelle classi 101-150 e 151-200;
C.per gli ulteriori posizionamenti, ARWU procede per classi di ranking per gruppi di 100 Università collocandole - in ordine alfabetico del Paese di appartenenza - nelle classi: 201-300; 301-400 e 401-500.
Al fine di poter calcolare medie significative sia a livello delle singole Università sia a livello annuale, si è provveduto a trasformare i posizionamenti ARWU (attribuiti alle singole Università) in punteggi e, precisamente: attribuendo 500 punti all'Università che occupa il 1° posto nel ranking e attribuendo un solo punto all'Università che occupa il 500° posto nel ranking medesimo, nonché zero punti all'Università che in quel dato anno risulta esclusa dal ranking.
In concreto alle Università incluse nelle classi di ranking sopra citate si sono attribuiti i punteggi medi delle corrispondenti classi: classe 101-150 = 375 punti; classe 151-200 = 325 punti; classe 201-300 =250 punti; classe 301-400 = 150 punti; classe 401-500 = 50 punti. Alle Università collocate nelle prime 100 posizioni è stato attribuito un punteggio complementare a 500 (p.es. 70° posizione = 430 punti). Seguendo i criteri dianzi descritti si è pervenuti alla seguente tabella relativa al periodo 2003-2015, in cui sono pure indicati punteggi medi conquistati sia dal complesso delle Università italiane secondo i diversi anni, sia secondo le singole Università. Va infine segnalato che, ad ogni buon conto, è molto semplice risalire dai citati punteggi ai posizionamenti nei ranking ARWU: infatti, basta sottrarre a 500 il punteggio attribuito alle università; ad esempio l’Università che dispone di 50 punti occupa (mediamente) la 450° posizione nel ranking ARWU.
Dalla tabella allegata risulta come le Università italiane classificate nelle prime 500 del mondo, e nel periodo 2003-2015, ammontino complessivamente a 27. Di queste soltanto 15 sono sempre state classificate fra le top 500 in ciascun anno del periodo 2003-2015, mentre le altre 12 lamentano uno o più anni di esclusione dal ranking. L’Università di Pavia è stata esclusa per un solo anno dalla classifica delle top 500, mentre l’Università di Parma ne è stata esclusa due volte. Tre volte sono state escluse le Università di Bari e del Politecnico di Torino. Le Università di Siena, Cagliari, Trieste, Trento, Catania, oltre alla International School of Advanced Study, sono state escluse per quattro o più anni dalla classifica.
Infine si fa notare come le Università di Milano Sacro Cuore e Milano Bicocca siano entrate soltanto negli anni recenti (rispettivamente dal 2008 e dal 2010) nella classifica; il che induce a ritenere che esse abbiano buone probabilità di rimanervi nel prossimo futuro.
Se si ordinano le Università Italiane secondo i punteggi medi conseguiti nel periodo 2003-2015 si constata che nessuna di esse supera i 400 punti (cioè non entrano nelle prime cento del mondo), anche se l’Università di Roma-Sapienza ha superato 400 punti nel lontano quadriennio 2003-2006.
Se poi si considerano le prime 15 Università che sono state incluse in tutti gli anni del periodo 2003-2015 nelle 500 top ranking, si rileva come:
•vi siano 4 Università comprese fra la 100° e la 200° posizione (Roma Sapienza, Pisa, Milano, Padova);
•vi siano 4 Università comprese fra la 200° e la 300° posizione (Torino, Bologna, Firenze, Milano Politecnico);
•vi siano 5 Università collocate fra la 300° e la 400° posizione (Napoli Federico 2°, Genova, Pisa Normale, Palermo, Roma Tor Vergata);
•vi siano l’Università di Perugia e di Ferrara collocate fra 400° e la 500° posizione.
Tutte le rimanenti 12 Università presentano un punteggio medio di periodo inferiore a 100 che le colloca fra le 400° e la 500° posizione, con uno o più anni di esclusione dalla classifica delle 500 top Università.
Se si osserva il punteggio medio conquistato dalle Università italiane nei singoli anni non si può fare a meno di constatare, sia per il loro Totale, sia per il gruppo delle Best 15, sia per il gruppo delle Altre 12, come detto punteggio - pur essendosi mantenuto abbastanza stabile negli anni 2003-2005, sia andato calando sensibilmente negli anni successivi (vedi il grafico allegato ).

Conclusioni
Le classifiche ARWU hanno messo in evidenza come nell’arco di tempo compreso fra il 2003 e il 2015 siano state 27 le Università italiane entrate almeno una volta nelle classifiche delle top 500. Di queste 27 soltanto 15 sono state sempre incluse nelle top 500, non altrettanto le rimanenti 12. Inoltre occorre tener presente come in dette classifiche la maggior parte delle Università italiane non occupi le posizioni di testa, ma le posizioni medio-basse. Nello stesso tempo le medesime classifiche hanno messo in luce uno slittamento delle Università italiane verso posizioni sempre più arretrate fra le 500 top; slittamento che, nel tempo, potrebbe anche portare a un numero crescente di espulsioni dalle classifiche stesse.


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