Studenti e ricercatori

Studenti fuorisede alle prese con il «caro-affitti»

di Maria Piera Ceci

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Circa 380 euro per una stanza singola, 280 euro per un posto letto in una doppia. È questa la media degli affitti richiesti agli studenti universitari fuori sede, secondo l’indagine realizzata dall’Ufficio Studi di Immobilare.it, prendendo in considerazione l’offerta di stanze sul portale nelle 15 città italiane con la maggior presenza di studenti fuori sede. E del caro-affitti si parlerà oggi a Cuore e denari, in onda alle 10.30 su Radio 24, con Carlo Giordano, ad di Immobiliare.it, e con Alberto Campailla – coordinatore nazionale Link, Coordinamento Universitario.

Le città più care
In resta c’è Milano, dove per una singola vengono chiesti 480 euro, il 26% in più della media nazionale, mentre per la doppia si spendono 320 euro. Se poi si vuole abitare nel Centro storico, la richiesta media supera i 590 euro al mese.
Seconda città più cara è Roma: 410 euro al mese per una singola e 300 per una doppia. Ma, anche in questo caso, la prossimità al centro storico della Capitale fa lievitare i prezzi ad oltre 500 euro.
A seguire Firenze (360 euro per la singola, 260 per il posto in doppia), Bologna (330 per una stanza singola, 240 per la doppia) e Torino (320 euro per la singola, 220 per il posto in una stanza condivisa). Si risparmia al Sud, con prezzi medi per la singola sotto i 200 euro a Catania e Palermo.

Le richieste degli studenti
«È ora di trovare nuove modalità di tutela degli studenti in difficoltà economiche», denuncia l'Unione degli universitari. «Inoltre - afferma Gianluca Scuccimarra, coordinatore nazionale Udu - sempre di più il mercato del nero dilaga e le tutele diminuiscono. Se nel 2014 poco è stato fatto dai Comuni per non far pesare la Tasi sulle spalle di noi studenti, nonostante fosse sufficiente modificare gli accordi quadro territoriali, quest’anno vediamo un ulteriore incremento dei costi della vita per gli studenti fuori sede a partire dagli affitti. Secondo l'Udu «è necessario imporre più tutele partendo dalla lotta contro gli affitti in nero, costruendo nuove tipologie di contratti territoriali concordati per studenti e combattendo il caro affitti».
«Questi affitti esorbitanti - spiega Alberto Campailla, coordinatore nazionale di Link - Coordinamento Universitario - sono dovuti anche al fatto che la richiesta di camere è sempre elevata, in quanto i posti negli studentati spesso non sono sufficienti e i parametri economici per poter essere idoneo alla residenza universitaria sono molto stretti. Un mercato immobiliare di questo tipo rende molto frequenti le situazioni di illegalità e molti studenti accettano un contratto di affitto non regolare. Secondo i dati di Skuola.net, addirittura 1 studente su 7 dichiara di non avere un regolare contratto». «Servono risposte chiare - conclude Campailla - dalle diverse città italiane per affrontare questa vera e propria emergenza abitativa. Bisogna intervenire con mezzi di contrasto al nero, con misure che favoriscano i contratti a canone concordato e soprattutto con l’aumento dei posti letto disponibili in studentati e residenze. È necessario uno sforzo da parte di città e regioni per garantire il diritto alla mobilità a tutti gli studenti, indipendentemente dalla loro condizione economica di partenza».


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