Studenti e ricercatori

Crescono ingegneria, agraria e veterinaria

di Eu. B.

Se non è un’eccezione poco ci manca. Stiamo parlando di ingegneria. Non solo perché è uno dei pochi corsi di laurea che ha tenuto nonostante la crisi ma anche perchè ha continuato a far registrare un trend di immatricolati in aumento. Almeno fino allo scorso anno accademico. Ma una citazione la meritano, per motivi diversi, sia le altre facoltà scientifiche sia il tandem agraria-veterinaria.

Degli sbocchi occupazionali più o meno stabili si è detto nell’articolo accanto. Qui cerchiamo di approfondire se e quanto quei risultati abbiano indirizzato le scelte degli studenti. Per gli aspiranti ingegneri l’effetto-annuncio sembra aver funzionato. Al punto che, nonostante l’emorragia complessiva di “aficionados” che ha investito il sistema universitario nel suo complesso, i suoi immatricolati del 2014/2015 risultavano addirittura aumentati. Sia rispetto al 2003/2004 (+7,7%), sia rispetto al 2009/2010 (+2,1%).

Lo stesso trend positivo ha interessato anche agraria e veterinaria. In misura addirittura maggiore, se è vero che le iscrizioni alle due aree esaminate sono cresciute complessivamente del 18,4% rispetto all’anno accademico 2003/2004 e addirittura del 21% rispetto al 2009/2010. Nonostante questi due corsi di studio vantino sbocchi occupazionali rilevanti ma non trascendentali.

Una menzione, tra le facoltà che sembrano aver resistito alla crisi, la meritano anche le altre lauree del comparto scientifico. A un tasso di occupazione a cinque anni sostanzialmente stabile (era l’88% nel 2012, è diventato l’87,8% nel 2014) è corrisposto un lieve aumento degli iscritti. Nel 2011/2012 erano 10.168; quattro anni dopo sono diventati 10.842.

A tenere è stata anche l’ancora gettonata, dal punto di vista del lavoro, medicina. La controprova giunge da un differenziale positivo dell’8,6% nelle immatricolazioni rispetto a cinque anni fa. Ma il quadro cambia se con la mente risaliamo fino all’anno accademico 2003/2004. In quel caso il segno davanti alle iscrizioni si inverte e diventa negativo per il 9,2 per cento. Ma trattandosi di un corso di laurea a numero chiuso le ragioni vanno trovate nella programmazione a livello centrale degli accessi.

Spazio infine a una doppia citazione per il comparto linguistico e per l’educazione fisica. Il primo ha visto crescere gli “adepti” dell’11,3% rispetto al 2003/2004 e del 21% rispetto a cinque anni fa; la seconda ha registrato un miglioramento, nei due intervalli considerati, del 17,5% e del 7,8%.


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