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Lanciato lo shuttle made in Europe e dal cuore italiano

di Filomena Greco

Missione compiuta. L’Europa torna nello spazio con il volo di IXV, Intermediate experimental vehicle, il dimostratore di rientro atmosferico dell’Esa, Agenzia spaziale europea, sviluppato da Thales Alenia Space, la joint venture del Gruppo Finmenccanica, al 33%, con la francese Thales, a vent’anni dall’ultima missione di questo tipo. Il lancio alle 14 e 40 di ieri, in ritardo di quaranta minuti rispetto al programma, dalla base spaziale europea di Kourou, in Guyana francese. Lo splash down un’ora e mezzo dopo, a largo dell’Oceano Pacifico. l’IXV ha raggiunto iquota 412 chilometri è poi è iniziata la discesa, con punte di velocità pari a 27mila chilometri orari.

Nel quadro dei programmi aerospaziali, la missione del “mini shuttle” Ixv è una tappa fondamentale per lo sviluppo dei veicoli di rientro di nuova generazione e per la realizzazione di una tecnologia tutta europea, frutto della stretta collaborazione tra Italia e Francia. Un «progetto visionario», come lo ha definito il respoonsabile dell’Agenzia spaziale italiana Roberto Battiston. «Un evento storico» per il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, che ribadisce l’impegno del Governo nel comparto dell’aerospazio dopo la conferenza ministeriale di dicembre scorso. E parla di un progetto che esprime le ambizioni europee anche il ministro francesce dell’Istruzione, Geneviève Fioraso.

Una missione con un cuore tutto italiano, perché il velivolo è stato assemblato nello stabilimento di Torino, con il contributo di una quarantina di aziende, perché è stato lanciato da Vega, il vettore dell’Esa realizzato in buona parte nello stabilimento Avio di Colleferro e perché l’intera missione è stata monitorata dal Mission control center di Altec, il centro di eccellenza partecipato da Thales Alenia Space, dall’Asi e dal consorzio Icarus. Un motivo di orgoglio sottolinea Elisio Prette, presidente e ad di Thales Alenia Space: «Grazie ai dati raccolti durante i 100 minuti della missione l’Europa apre la strada dello sviluppo dei velivoli di rientro di nuova generazione e Thales ha un ruolo centrale».

Il futuro di questa missione, che guarda alle future esplorazioni su Marte, è rappresentato dal programma Pride, che porterà a implementare nuovi velivoli di rientro per passare così dalla fase sperimentale e quella preoperativa.


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