Studenti e ricercatori

Napoli, accordo di collaborazione tra Procura e Federico II

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È nell’evidenza quotidiana il salto generazionale causato dalla digitalizzazione e dalla tecnologia. Un gap che l’Università Federico II di Napoli e la Procura partenopea hanno deciso di “superare” attraverso un accordo. I giovani studenti potranno mettere al servizio della Procura le loro conoscenze e, da parte sua la Procura permetterà loro di lavorare e confrontarsi con la realtà del tribunale e con l’attività svolta dall’ufficio del pubblico ministero.

I contributi che l'università Federico II potrà dare alla Procura di Napoli vanno dalla semplificazione e modernizzazione dei processi di lavoro degli uffici giudiziari, alla digitalizzazione delle attività al supporto nei campi della medicina legale e della tossicologia. Da non sottovalutare, poi, l’aiuto sostanziale che la Procura, da tempo in deficit di organico, potrà ricevere dagli studenti.

Il come sarà stabilito attraverso dei protocolli esecutivi che saranno siglati dopo l’intesa sottoscritta il 4 febbraio, le attività interessate rientreranno nell'ambito dei procedimenti penali..

«È uno strumento importante - spiega il rettore dalla federico II Gaetano Manfredi - che sancisce una collaborazione concreta tra due grandi istituzioni e che può portare benefici a entrambi gli enti, perché per i nostri docenti e studenti sarà un modo per toccare con mano le reali necessità di un mondo che ha bisogno delle nostre competenze», mentre la Procura e il Tribunale «avranno la possibilità di utilizzare nuove tecnologie e competenze, oltre a beneficiare dell'entusiasmo dei nostri ragazzi».

Il procuratore capo Colangelo sottolinea come la Federico II «dispone di grandi professionalità utili alla città e di cui la Procura ha bisogno. In questo ambito - ragiona - il supporto dell'ateneo e il reciproco scambio di esperienze può essere utile a entrambi».

Il dialogo e il reciproco aiuto tra l’università e il territorio comincia a trovare diversi esempi (si veda l’articolo del 6 febbraio sull’accordo tra Università di Palermo, confindustria e Associazione Arca ) e a tracciare strade nuove che possono essere un esempio da seguire.


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