Pianeta atenei

Ottimizzazione delle risorse e qualità della formazione ok, ma dubbi sulla tenuta organizzativa

di Mariagrazia Catania

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La novità introdotta dal decreto di riordino delle Scuole di specializzazione di Medicina, controfirmato ieri dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, consiste nell’ottimizzazione delle risorse nel rispetto della qualità della formazione. La riduzione di un anno di corso per 30 tipologie di Scuole e del loro numero complessivo da 61 a 55 porta ad un indubbio risparmio di costi, permettendo di mettere in circolo un ulteriore contingente di 700 borse.

Miglioramento della formazione
Per migliorare la qualità della formazione, si introduce l’ampliamento della rete formativa in cui si collocano le attività professionalizzanti che sono almeno il 70% del percorso formativo. Tali attività sono attualmente svolte le Aou e i Policlinici, ma dopo la riforma si potranno utilizzare anche i presidi ospedalieri e le strutture territoriali del Ssn selezionati con un nuovo e rigoroso meccanismo di accreditamento sulla base di precisi standard e parametri qualitativi. La rete formativa verrà definita su base regionale o inter-regionale tra Regioni sulla base di protocolli promossi dagli Atenei. Il Consiglio della Scuola identificherà la sede di tirocinio tra le strutture accreditate, assegnando allo specializzando il piano formativo con graduale assunzione di responsabilità.

Integrazione tra Sanità e Università
È previsto il coinvolgimento diretto del personale Ssn tramite l’affidamento di un incarico di Professore a contratto. Le attività di tutorato sono da considerarsi parte integrante dell’orario di servizio. Disposizione che scioglie un nodo di grande complessità nei rapporti tra Università e Sanità in merito al rimborso alle strutture per i costi di personale e che rappresenta un significativo progresso per l’effettiva integrazione tra i due sistemi. Durante il tirocinio, il medico godrà di una copertura assicurativa a carico dell’Azienda sanitaria.

Connessione con il territorio
La volontà di ribadire l'importanza della dimensione regionale e interregionale delle sedi formative, oltre a produrre un ottimo risultato nella razionalizzazione delle risorse, valorizza il principio per cui una formazione di qualità non può prescindere dalla costruzione di un tessuto connettivo fatto di relazioni, di scambi scientifici e culturali, di condivisione di approcci metodologici e di contenuti. Educa al confronto e al superamento dei confini, sia personali che di sistema, creando medici aperti all’innovazione, frutto di un profondo rinnovamento prima di tutto culturale.

Organizzazione a dura prova
Se da un canto non possiamo che apprezzare i principi ispiratori del decreto di riordino delle Scuole di Specializzazione, dall’altro non possiamo esimerci dall’esprimere preoccupazione per la tenuta della struttura organizzativa da impegnare in un processo di così ampia portata. Le Università, ancora impegnate nella conclusione del concorso anno accademico 2013/14, nei ricorsi degli specializzati ante contratto di formazione specialistica, dovranno affrontare una parallela revisione degli ordinamenti didattici, la sottoscrizione di protocolli, la definizione dei nuovi assetti di governo delle singole Scuole… il tutto funzionale anche alla prossima emanazione del nuovo bando di ammissione alle Scuole che il Ministro Giannini si augura possa avvenire entro il 28 febbraio (!) con conseguente svolgimento delle prove concorsuali al massimo entro aprile.


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