Studenti e ricercatori

Erasmus+ per 25mila universitari, 273 scuole e 1.600 prof: ecco tutti i numeri del 2014

di Alessia Tripodi

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Le agenzie Ue per il programma di mobilità riunite a Roma fanno il bilancio di un anno di attività: lo studio oltre confine cresce fino al 60 per cento

Oltre 25mila universitari, 1.600 docenti, 273 scuole e 330 prof per l'educazione degli adulti coinvolti in progetti di mobilità grazie a un budget che per l'Italia nel 2014 ha sfiorato i 123 milioni di euro. Sono i numeri di Erasmus+ presentati lo scorso fine settimana a Roma, in occasione del summit annuale dei direttori delle agenzie Ue del programma di mobilità che, dal 1987 al 2013, ha coinvolto oltre 3 milioni di studenti universitari di tutta Europa. Il vertice - al quale hanno partecipato, oltre alle tre agenzie italiane Indire, Isfol e Ang, anche Xavier Prats Monné, direttore della Dg Education della Commissione Ue e i rappresentanti del Miur, del ministero del Lavoro e della Presidenza del Consiglio - è stata l'occasione per fare il bilancio del primo anno di progettazione a livello europeo appena concluso, con l'obiettivo di individuare punti di forza e criticità delle azioni di messe in campo. E anche per studiare le strategie future: per l'Italia le prospettive di crescita delle attività sono molto promettenti, visti anche i 12 milioni di euro aggiuntivi assegnati per il 2015 ai nostri atenei per finanziare la mobilità extra Ue.

Scuole, atenei, educazione degli adulti
Nei tre ambiti «Scuola, Università ed Educazione degli adulti», gestiti in Italia da Indire, il nostro Paese ha beneficiato nel 2014 di un budget di 78 milioni di euro. Il finanziamento è così ripartito: 56 milioni e mezzo per l'università, 16 milioni e 700 mila euro per la scuola e 4 milioni e 900 mila euro per l'educazione degli adulti. Secondo i dati Indire, saranno oltre 1.600 i docenti di scuole italiane - il 60% in più rispetto al 2013 - a partire nei prossimi mesi (o già partiti all'inizio dell'anno scolastico), per svolgere un corso di formazione o un periodo di docenza in scuole europee. Mentre sono 273 le scuole, capofila di progetto o partner di un team, che riceveranno finanziamenti per svolgere attività di collaborazione in partnership internazionali con studenti e docenti di altri paesi d'Europa. Altre 48 scuole saranno invece le pioniere dell'azione dedicata ai cosiddetti «Partenariati strategici trans-settoriali», che coinvolgono anche imprese, enti locali e altre organizzazioni, impegnate anche in attività per migliorare le competenze dei giovani per il mondo del lavoro. Sul fronte dell'università, al record di 3 milioni di studenti coinvolti dall'inizio del programma l'Italia ha contribuito per il 10%. Nell'anno accademico 2012/2013, l'ultimo censito, sono stati 25.224 gli studenti italiani in mobilità Erasmus per studio e tirocinio su un totale europeo di 268.143 (212.522 per studio e 55.621 per tirocinio). Questo dato, sottolinea l'Indire, posiziona l'Italia tra i quattro principali paesi per numero di studenti in partenza verso diverse destinazioni europee e, se si guarda all'accoglienza, il nostro paese è al quinto posto dopo Spagna, Germania, Francia e Regno Unito, con circa 19mila studenti europei ospitati nei nostri atenei. L'Indire ha tracciato anche l'identikit dello studente italiano in Erasmus: ha in media 23 anni e mezzo e nel 70% dei casi va in Spagna, Francia, Regno Unito e Portogallo dove resta per 6 mesi. In questo settore le mobilità riguarderanno 330 soggetti impegnati nell'educazione degli adulti (+50% rispetto al 2013), risultato dei 21 progetti vincitori sui 174 presentati dalle organizzazioni nazionali. Sul lato della cooperazione, spiega Indire, sono stati autorizzati 16 partenariati strategici tra organizzazioni del settore pubblico e della società civile per lo sviluppo di pratiche innovative.

Giovani e istruzione e formazione professionale
Nel 2014, il finanziamento all'Italia per azioni di istruzione e formazione professionale è stato di oltre 33 milioni di euro per circa 8mila soggetti in mobilità in Europa e quasi 200 organismi coinvolti nei partenariati. Mentre per l'ambito «Giovani», sempre nel 2014, sono stati 12 milioni gli euro destinati a circa 500 progetti di mobilità giovanile approvati dall'Ang.

Laureati più occupati
Studiare o perfezionarsi all'estero aumenta le chance di trovare un lavoro. Indire cita un recente studio della Commissione, secondo il quale tra i laureati l'incidenza della disoccupazione di lunga durata è dimezzata rispetto a chi non ha studiato né si è formato all'estero e, a cinque anni dalla laurea, il loro tasso di disoccupazione è più basso del 23% rispetto ai “non mobili”. Dopo un tirocinio all'estero, ad un giovane su tre è stato offerto un posto di lavoro nell'azienda ospitante e quasi 1 studente su 10 ha dato vita ad una propria attività e più di 3 su 4 prevedono di farlo.


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