Studenti e ricercatori

Legge di stabilità al traguardo: mini-vincoli sui ricercatori e 1 miliardo per il fondo «Buona scuola»

di Marzio Bartoloni e Eugenio Bruno

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La legge di stabilità 2015 arriva al traguardo. Dopo una bagarre con il Movimento 5 Stelle la Camera ha approvato ieri sera in via definitiva il disegno di legge con la manovra 2015. Che interessa in più punti il mondo della scuola, dell’università e della ricerca. Si va dal fondo da 1 miliardo per le stabilizzazione degli insegnanti all’allentamento della stretta sui ricercatori, fino al rinvio della riforma delle commissioni per l’esame di maturità. Vediamo di seguito le misure principali.

Il capitolo scuola
Non fosse altro che per l’entità degli stanziamenti a disposizione, la prima menzione se la merita il fondo «Buona scuola». Il miliardo a disposizione per il 2015 e i 3 miliardi dal 2016 saranno destinati a tre finalità esplicite: il piano-assunzioni per 148.100 precari (che almeno sulla carta potrebbe essere esteso anche agli Ata), l'alternanza scuola-lavoro e la formazione di docenti e dirigenti. Ma è molto probabile che le risorse bastino a soddisfare solo la prima esigenza. Tutto fermo invece per le commissioni dell’esame di maturità. Sebbene la stabilità affidi a un decreto attuativo da emanare entro 60 giorni il riordino della sua composizione, il ministro Stefania Giannini ha più volte dichiarato che almeno per quest'anno si andrà avanti con il mix di membri interni ed esterni utilizzato finora. Tra le altre misure che riguardano il personale della scuola vanno poi citate il divieto di conferimento di supplenze “brevi” per i primi 7 giorni di assenza degli Ata è l’analogo stop agli incarichi di un giorno affidato ai docenti. In questa sede vanno poi ricordati i 10 milioni destinati a salvaguardare i 60 dipendenti a tempo determinato dell’Invalsi che serviranno a far partire il sistema nazionale di valutazione delle scuole. Senza dimenticare, da un lato, i 130 milioni con cui le regioni che non hanno aderito alla convenzione Consip potranno ricorrere agli ex Lsu per le attività di pulizia e piccola manutenzione degli istituti e, dall’altro, i 100 milioni (nel biennio 2015/16) che consentiranno anche a province e città metropolitane di partecipare al programma di edilizia soprannominato #scuolebelle.

Le misure per le università
Già al primo passaggio alla Camera sono stati previsti 150 milioni in più da destinare alla quota premiale del fondo di finanziamento (risorse che assorbono di fatto un taglio previsto in una manovra di 3 anni fa). La stabilità prevede però anche che lo stesso Ffo sia ridotto di 34 milioni per l’anno 2015 e di 32 milioni a decorrere dal 2016, «in considerazione di una
razionalizzazione della spesa per acquisto di beni e servizi da effettuare a cura delle università». Sarà un decreto del Miur, entro trenta giorni, a definire gli indirizzi per l'attuazione della razionalizzazione di spesa. Sul reclutamento si prevede che le università con i conti a un livello sostenibile, a cominciare dal fatto che non spendano più dell'80% in stipendi, possono procedere alla stipula di contratti per ricercatori a tempo determinato di entrambe le tipologie (triennali “rinnovabili” per una sola volta e triennali non rinnovabili). In più, dopo una modifica in extremis al Senato, e solo per il periodo 2015-2017, si stabilisce che il numero dei ricercatori a tempo determinato della seconda tipologia (tipo «b», contratti triennali non rinnovabili, al termine dei quali i titolari possono essere inquadrati come professori associati) da reclutare non può essere inferiore alla metà di quello dei professori di prima fascia reclutati nello stesso periodo (rapporto 1 a 2). Per il finanziamento di interventi in favore dei collegi universitari di merito è, infine, autorizzata una spesa integrativa di 4 milioni di euro per ciascuno degli anni 2015, 2016 e 2017. Così come si prevede che la somma di 140 milioni, relativa alla gestione stralcio del Fondo speciale per la ricerca applicata (Fsra), sia versata alle entrate del bilancio dello Stato entro il 31 gennaio 2015 per essere successivamente riassegnata al Fondo per il finanziamento
ordinario delle università.

Gli interventi per la ricerca
Diverse le misure per il settore ricerca. Innanzitutto si prevede che il Fondo ordinario per gli enti di ricerca venga ridotto di 42 milioni dal 2015 ricorrendo a una razionalizzazione della spesa per acquisto di beni e servizi, che gli enti di ricerca devono conseguire sulla base di indirizzi formulati con decreto del Miur da emanare entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di stabilità. Così come entro un mese sarà adottato un decreto Miur-Mef per rideterminare i compensi dei componenti degli organi degli enti di ricerca (per risparmi lordi di spesa per 916.000 euro nel 2015 e 1 milione di euro dal 2016). Si prevede poi che una quota pari ad almeno il 50% del Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica (First) debba essere destinata al finanziamento di progetti di ricerca di interesse nazionale (Prin) presentati dalle università. Corposi i finanziamenti previsti per l'Agenzia spaziale italiana in modo da consentirgli una partecipazione piena ai programmi europei sullo spazio gestiti dall'Esa (Agenzia europea) con 60 milioni in più nel 2016 e 170 milioni all'anno dal 2017 al 2020 per una dote complessiva di 740 milioni. A questi fondi se ne aggiungono altri 30 milioni all'anno dal 2015 al 2017 per il finanziamento dei programmi spaziali strategici nazionali in corso di svolgimento (in particolare Cosmo Sky-med). Tre milioni in più all'anno anche per l'Iit di Genova per «promuovere lo sviluppo tecnologico del Paese e l'alta formazione tecnologica». Infine 10 milioni all'anno per tre anni sono destinati all'Istituto nazionale di astrofisica per sostenere le ricerche e lo sviluppo di partenariati con imprese di alta tecnologia sui progetti internazionali nel campo della radioastronomia e dell'astronomia a raggi gamma.


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