Studenti e ricercatori

L’università non può negare al padre l’accesso ai dati del figlio

di Andrea Alberto Moramarco

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La decisione del Tar Trieste sul caso di un genitore separato che - per ottenere una riduzione dell’assegno di mantenimento - ha chiesto all’ateneo prova della borsa di studio percepita dalla figlia

Se uno studente percepisce una borsa di studio dall'università, il genitore, separato e non convivente, che voglia ottenere una riduzione o eliminazione dell'assegno di mantenimento ha diritto di accedere agli atti relativi al reddito percepito dal figlio, a nulla rilevando il dissenso manifestato da questo. Lo ha affermato il Tar Trieste con la sentenza 559/2014.


La vicenda
La vicenda che ha visto la condanna dell'Università all'esibizione degli atti si innesta in un procedimento civile che vedeva il padre di una studentessa contrapporsi alla richiesta della madre, con la quale la ragazza viveva, del pagamento dell'assegno alimentare fissato in sede di separazione, mai versato per un periodo di circa tre anni.
Il padre della studentessa riteneva che sua figlia avesse raggiunto l'indipendenza economica poiché percepiva dalla Scuola internazionale superiore di studi avanzati (SISSA) di Trieste una borsa di studio di 15.000 euro. E per acquisire la prova dell'importo aveva chiesto all'Università di accedere alla documentazione relativa alla borsa di studio, attraverso la precisazione che la richiesta avveniva «nella duplica veste di genitore dell'interessata e patrocinatore legale in relazione ad una causa civile presso il Tribunale di Trieste». La richiesta veniva però negata sulla base del dissenso manifestato dalla figlia, controinteressata nella vicenda. Di qui il ricorso al Tar.


L'assenso del figlio non conta
I giudici accolgono il ricorso del padre e ritengono che l'accesso agli atti relativi al reddito percepito dalla figlia a titolo di borsa di studio non possa essere negato per il semplice dissenso manifestato dalla stessa.
Infatti, nel caso di specie si applicano una serie di principi ormai consolidati in tema di accesso: «l'accesso non può essere negato qualora la richiesta sia motivata con la necessità di difendersi in giudizio; tra il diritto alla riservatezza e l'esigenza di difesa in giudizio prevale la seconda; qualora si tratti di dati non sensibili l'accesso non può essere negato; a decidere sul diritto di accesso è l'amministrazione che si trova in possesso dei documenti, laddove l'interessato può solo esprimere il suo motivato avviso a riguardo».
E nel caso di specie, posto che si tratta di dati non sensibili e vi è l'esigenza di una difesa in giudizio da parte del padre, l'Università è tenuta ad esibire i documenti richiesti.


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