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Ricerca, in arrivo 400 milioni per agenda digitale e industria sostenibile

di Carmine Fotina

In arrivo ulteriori 400 milioni per laricerca e innovazionea valere sul Fondo crescita sostenibile. Sono stati pubblicati sulla Gazzetta ufficiale due decreti del ministero dello Sviluppo economico legati alle tecnologie del Programma quadro Ue “Horizon 2020”: il primo bando (Gazzetta 282 del 4 dicembre 2014) si concentra sull’Agenda digitale e l’information technology per una dotazione finanziaria di 150 milioni; il secondo (Gazzetta 283 del 5 dicembre) mette a disposizione 250 milioni per progetti nel campo dell’Industria sostenibile.
Il focus in entrambi i casi è su progetti di grandi dimensioni, dopo un precedente bando da 300 milioni aperto lo scorso 27 ottobre e chiuso dopo due giorni con prevalenza di domande da parte delle Pmi.

Agenda digitale
In particolare, il bando “Agenda digitale-Ict” intende premiare alcune specifiche tecnologie abilitanti del programma Horizon 2020 (tra le quali nanoelettronica, open data, cyber security, Internet delle cose) e determinati settori applicativi (tra gli altri salute, mobilità, cultura e turismo, fabbrica intelligente). L’obiettivo dello Sviluppo economico, in sostanza, è promuovere una ricerca di stretto interesse industriale e il conseguente trasferimento tecnologico.

Industria sostenibile
Il bando “Industria sostenibile” si rivolge a progetti di ricerca di rilevanti dimensioni in alcune “tematiche rilevanti”: impianti e processi industriali, trasporti, aeronautica, tlc, tecnologie energetiche, tecnologie ambientali, costruzioni.
Entrambi i bandi sono aperti a imprese di qualsiasi dimensione ma la taglia degli investimenti richiesti sembra guardare soprattutto alle medie e grandi: tra 5 e 40 milioni, con durata non superiore a 36 mesi.
Si punta a un mix di agevolazioni: finanziamento agevolato e contributo diretto alla spesa. Nel primo caso, è previsto un finanziamento fino a 8 anni – di cui fino a 3 di preammortamento, con tasso pari al 20% di quello di riferimento, nel limite minimo dello 0,8% – pari al 60% per le Pmi e al 50% per le grandi imprese. Il contributo diretto invece può arrivare al 15% per le Pmi e al 10% per le grandi imprese, con una maggiorazione del 5% se c’è la partecipazione di un organismo di ricerca o una partnership internazionale.

Le regole
La procedura è di tipo valutativa negoziale. Tuttavia, per decollare, i due bandi dovranno attendere la costituzione di un Comitato di 5 componenti (nominato dal ministro dello Sviluppo) al quale va inviata l'istanza preliminare.
Come detto, la dotazione complessiva dei due interventi – 400 milioni – è a valere sul Fondo crescita sostenibile (che presenta al momento una disponibilità di circa 624,7 milioni) ed è incrementabile con risorse comunitarie e con le risorse del Fondo rotativo imprese della Cassa depositi e prestiti.


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