Studenti e ricercatori

Sempre più in bilico l’addio al test di Medicina, i rettori chiedono di confermarlo per il 2015

di Marzio Bartoloni

Non è un siluro al progetto di abolizione dei contestati test di medicina, ma poco ci manca. Ieri i rettori delle università, dopo averla votato all’unanimità durante l’ultima assemblea, hanno inviato una lettera al ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, per chiederle di confermare «almeno» per il prossimo anno accademico i quiz, magari «adeguandoli ai saperi» degli studenti delle scuole superiori. Da tempo è nota la contrarietà dei rettori preoccupati da una maxi invasione di matricole già dal prossimo anno, ma ora con questa lettera si aggiunge un nuovo segnale che rema contro il progetto del ministro. Che tra l’altro da diverse settimane ha fatto calare un pesante silenzio sulla vicenda. Il tempo per fare una riforma, tra l’altro, è sempre più stretto. Mentre gli studenti che aspirano a iscriversi a Medicina, sempre più disorientati, chiedono chiarezza.

La lettera della Crui
Confermare, certamente per il 2015-16, i test per l’accesso a Medicina «anche adeguandoli ai contenuti dei saperi acquisiti dai candidati nel corso degli studi superiori»; facilitare la preparazione degli studenti e ridurre «l’incongruo impatto economico» al quale sono esposte le famiglie con l’attuale modello di selezione; dare riscontro immediato alle famiglie circa il calendario e le modalità di selezione previste per il prossimo anno. Queste le proposte avanzate dai rettoriin gran parte contrari alla riforma (soprattutto i Magnifici dei maxi atenei) in una lettera inviata ieri al ministro Giannini in cui riconfermano la propria disponibilità a fornire «ogni utile contributo» al dibattito in corso per la modifica dei criteri di ammissione ai corsi di laurea a programmazione nazionale, con particolare riferimento alle Facoltà e Scuole di medicina e chirurgia. Sottolineando l’esigenza di «prevenire possibili e ulteriori contenziosi attraverso la puntuale rivisitazione delle procedure di selezione», la Crui ribadisce di essere favorevole a criteri selettivi «che rispettino la programmazione nazionale e la sostenibilità accademica dei corsi, valorizzando il merito dei candidati». Riguardo alla regolazione degli accessi, i rettori esprimono «forti e motivate perplessità sulla possibilità di conseguire il libero accesso a un percorso formativo al cui esito finale subordinare le ammissioni ai corsi di laurea in Medicina e chirurgia». E nell’avanzare le loro proposte confermano la «massima disponibilità per la ricerca di condivise procedure che assicurino rigore, sostenibilità e tutela del merito dell’accesso agli studi di Medicina e chirurgia».

Il destino dei test
Il progetto originario del ministro Giannini, annunciato con grande enfasi già dalla primavera scorsa, era quella di procedere con l’abolizione del test di medicina già dal 2015 prevedendo al suo posto, sul modello francese, una forma di sbarramento alla fine del primo anno. Una soluzione questa per abolire da una parte la lotteria dei test e dall’altra per preservare il principio del numero chiuso. A ottobre il ministro Giannini ha annunciato la composizione di una commissione straordinaria incaricata di studiare il dossier. Ma da allora è calato il silenzio. Al ministero i tecnici avrebbero già studiato una proposta di massima che poi dovrebbe tradursi in una proposta normativa da inserire a gennaio nel decreto scuola. Ma al momento manca un elemento essenziale: il placet politico. Non mancano infatti forti riserve al progetto del ministro, soprattutto all’interno del Pd. E mancherebbe ancora soprattutto il via libera del premier Renzi che sul punto non avrebbe sciolto le riserve. Fatto sta che i tempi tecnici per mettere in piedi una riforma che tra l’altro dovrebbe ridisegnare gli ordinamenti di alcune facoltà (da Medicina a Farmacia fino a Biologia che dovrebbero avere un tronco unico al primo anno prima dello sbarramento) sono sempre più stretti. L’ipotesi, quindi, che l’abolizone dei test quantomeno slitti al prossimo anno è sempre più vicina.


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