Studenti e ricercatori

Atenei dei Paesi emergenti, la top 100 del Times: la Turchia insidia il dominio cinese

di Alessia Tripodi

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Il Times Higher Education pubblica la classifica dei migliori atenei nei Brics e in altri 17 economie in via di sviluppo. Cina in testa, crescono anche India e Sudafrica.

La Cina resta saldamente in testa alla Top 100 degli atenei dei paesi emergenti, ma salgono le quotazioni della Turchia, che vanta ben tre atenei nelle prime 10 posizioni, e del Brasile, che entra nella top ten con l’università di San Paolo. Ottima performance anche per India e Russia, mentre gli Stati dell’Europa orientale perdono terreno.
Sono questi i principali risultati della classifica 2015 delle migliori università nei Brics (Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica) e in altre 17 economie emergenti stilata dal Times Higher Education (The). Questa seconda edizione del ranking dedicato agli emergenti si basa sugli stessi indicatori utilizzati per stilare la più famosa classifica mondiale - insegnamento, ricerca, trasferimento delle conoscenze, internazionalizzazione - ma «opportunamente calibrati - spiega il The - per rispecchiare meglio le caratteristiche e le priorità di sviluppo delle università nei paesi emergenti».

Cina in testa
Gli atenei cinesi Peking e Tsinghua occupano rispettivamente il primo e il secondo posto della classifica e, in generale, la Cina vanta il numero record di 27 atenei tra i primi 100, contro i 23 dello scorso anno. Numeri importanti anche per Taiwan, che piazza 19 strutture in classifica ( il risultato migliore dopo quello cinese) ma perde terreno rispetto al 2014, con due atenei fuori lista e la National University che scivola dal quarto al sesto posto. Quotazioni in crescita per l’India, che piazza 11 poli didattici tra i top 100 (contro i 10 dello scorso anno), ma il vero exploit è quello della Turchia, che conquista tre posizioni nella top 10, con la Middle East Technical University che schizza dal nono al terzo posto, diventando, dopo gli atenei cinesi, la migliore università nel panorama mondiale degli emergenti.
Il quinto posto della Moscow State University conferma le buone prestazioni della Russia (sono sette le università presenti tra le prime 100), superata però dal Sudafrica che con l’ateneo di Città del Capo guadagna il quarto posto assoluto.
Esordio in top 10 per il Brasile - che però conta solo 4 atenei tra i migliori 10 - mentre gli altri Paesi sudamericani considerati - Colombia, Messico e Cile - occupano posizioni più basse in classifica, mantenendosi comunque entro i primi 50.

Dati contrastanti in Medio Oriente e Nord Africa
L’Egitto ha perso tutti i tre gli atenei presenti lo scorso anno in classifica, mentre l’unico rappresentante del Marocco - l’università di Marrakech Cady Ayyad - ha recuperato oltre 30 posizioni, salendo dall’83esimo al 50esimo posto. Gli Emirati Arabi mantengono due università in classifica, con la United Arab Emirates che sale dal 76esimo al 71esimo posto. Russia a parte, infine, gli altri Paesi dell’Europa Orientale perdono generalmente terreno rispetto allo scorso anno: la Polonia scende da 4 a 2 atenei nella top 100, Repubblica Ceca e Ungheria passano da 2 a 3.


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