Studenti e ricercatori

Dalla Luiss il premio «Non sprecare» per rilanciare l’economia green

di Claudio Tucci

S
2
4Contenuto esclusivo S24

Si chiama «economia circolare», e secondo stime della commissione Europea, una sua applicazione estensiva, potrebbe generare 580mila nuovi posti di lavoro. Inoltre, secondo stime di «McKinsey», tra il 60 e l’80% delle risorse viene oggi sprecato al termine del percorso lineare di estrazione-produzione-consumo-rifiuto dei prodotti. Mentre, grazie all'economia circolare, solo nel mercato dei prodotti di largo consumo, si potrebbero risparmiare ben 700 miliardi di dollari l’anno. E solo per l’Italia 10 miliardi di euro di derrate alimentari attualmente disperse.

Il premio
Per richiamare l’attenzione su una crescita sana e stabile, domani, all’università Luiss di Roma, andrà di scena il premio «Non sprecare», primo importante appuntamento della giornata dedicata al futuro dell’ambiente e allo sviluppo di un nuovo modello di «economia circolare». Il premio «Non Sprecare», nato e pensato per promuovere progetti e buone pratiche per combattere sia lo spreco che le sue contraddizioni, si rivolge a diversi segmenti della società civile (personaggi, aziende, istituzioni e associazioni, scuole) che abbiano portato avanti iniziative antispreco innovative ed estendibili. E quest’anno, per la prima volta, prevede anche una sezione «Giovani», rivolta a tutti gli under 30 i cui vincitori saranno premiati da Filippo Tortoriello di Gla.p.A con un quantitativo di prodotti biologici, offerti dal gruppo Alce Nero, pari al loro peso corporeo.

Orto Luiss
La giornata vedrà anche l’inaugurazione dell’Orto Luiss: nato dalla riqualificazione di uno spazio verde trasformato in un’area ad hoc da seminare e coltivare con passione. L’Orto vuole essere un incubatore in cui i ragazzi possano sperimentare un’idea di governance sempre più condivisa e collaborativa che rispecchi la loro voglia di fare innovazione sociale.
Come dichiara il Direttore Generale, Giovanni Lo Storto: «La sostenibilità sistemica è una sfida sociale complessa e affascinante. Richiede lenta e ponderata riflessione ma anche dinamismo e creatività. Visione e condivisione, multidisciplinarietà, e coinvolgimento allargato. Tutto questo vogliamo trasmetterlo ai nostri studenti anche con un laboratorio formativo come è l’orto, capace di catalizzare idee ed energie per far si che diventino generatori di un cambiamento virtuoso».


© RIPRODUZIONE RISERVATA