Studenti e ricercatori

Conto salato per i fuori sede: studiare in un’altra città costa fino a 10mila euro l’anno

di Marzio Bartoloni

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Se potessi avere mille euro al mese. Potrebbe suonare così il ritornello aggiornato di una vecchia canzone per lo studente universitario fuori sede che oggi spende quasi 10mila euro all'anno per raggiungere l’agognato pezzo di carta. Tanto costa alle famiglie - tra affitto, bollette e tasse universitarie, ma anche trasporti, libri e altro materiale didattico (vitto escluso) – mantenere un figlio che studia in un’altra città. Il calcolo è contenuto in un’indagine di Federconsumatori sulle spese che deve affrontare un giovane iscritto a un corso di laurea Triennale lontano dalla propria città. In Italia i fuori sede sono circa 600mila.

Un investimento costoso
Mandare un figlio all’università resta dunque un investimento assai costoso per le famiglie, soprattutto se l'ateneo scelto è in una città diversa da quella in cui si vive. Per Federconsumatori gli studenti “fuori sede” devono sostenere una spesa media annua di 8.000,75 euro (+3,12% rispetto al 2011) se decidono di condividere una camera doppia con un'altra persona e di 9.297,47 euro (+4,7%) se invece optano per la stanza singola. In questa cifra è compreso affitto e bollette, ma anche le spese per i trasporti, per i libri, per il materiale didattico e le tasse universitarie. Se il loro reddito rientra invece nella II fascia (pari o inferiore ai 10.000 euro annui) spendono in media 9.297,47 euro annui affittando una stanza singola (+4,7% rispetto al 2011) e 8.000,75 euro annui affittando una stanza doppia (+3,12% rispetto al 2011). Gli studenti fuori sede il cui reddito rientra invece nella III fascia (pari o inferiore ai 20.000 euro annui) spendono in media 9.613,45 euro annui affittando una stanza singola (+4,18% rispetto al 2011) e 8.316,73 euro annui, affittando una stanza doppia (+2,59% rispetto al 2011).

Differenze tra Nord e Sud
Le spese tra l’altro variano sensibilmente tra Nord, Centro e Sud: quelle più elevate si registrano nel Centro Italia (+9% mediamente rispetto alla media nazionale), soprattutto a causa dei costi degli affitti molto elevati. Gli atenei del Sud, invece, risultano i più economici del 13% rispetto alla media nazionale. Seppur decisamente minori, non sono certamente trascurabili nemmeno i costi da sostenere per mantenere un figlio all’Università in sede, vale a dire nella stessa provincia di residenza, (costi relativi esclusivamente alle spese per lo studio). Se il reddito rientra nella II fascia spendono in media 1.504,04 euro, +11,72% rispetto al 2011. Se è, invece, nella III fascia spendono in media 1.820,02 euro, il +7,78% rispetto al 2011. «Dallo studio - sottolinea Federconsumatori - emerge chiaramente che mandare un figlio all'università resta un investimento assai costoso per le famiglie, un impegno quasi insostenibile per i redditi bassi, diventato decisamente gravoso anche per quelli medi». «È intollerabile che lo Stato investa così poco sui giovani - denuncia l’associazione - tagliando le già scarse risorse per le borse di studio e mettendo a disposizione alloggi universitari del tutto inadeguati al numero degli studenti fuori sede».


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