Studenti e ricercatori

Caos a medicina, i rettori: «Così l’anno accademico non può partire»

di Gianni Trovati

Un «incontro urgente» con il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini e quello della Sanità Beatrice Lorenzin, per cercare di sbrogliare la «situazione del tutto insostenibile» che si è venuta a creare nelle facoltà di medicina dopo che la riapertura delle porte agli studenti “bocciati” ai test d’ingresso ha praticamente raddoppiato le possibili matricole nei corsi di laurea. A chiederlo è la Crui, in una lettera inviata ai ministri , dove si sottolinea che da risolvere c’è anche il problema delle scuole di specializzazione, dove l’infortunio sulle domande invertite e solo parzialmente annullate ha determinato un quadro «a tutt’oggi imprevedibile nelle possibili conseguenze». Questa «gravissima situazione», sottolineano i rettori, «pregiudica il regolare avvio dell’anno accademico». La temperatura, insomma, continua a crescere, dopo che i presidi di medicina hanno minacciato dimissioni di massa.

I corsi di laurea
Il problema più grave, nell’immediato, è rappresentato dalla moltiplicazione delle matricole nei corsi di laurea in medicina dopo che i Tar hanno praticamente stracciato gli esiti dei test d’ingresso, riconoscendo la sospensiva e quindi il diritto dei ricorrenti a iscriversi alle facoltà. L’entità della questione è nei numeri: il decreto ministeriale del 10 marzo aveva previsto 9.983 posti disponibili (più 567 per gli studenti stranieri), e i giudici amministrativi hanno riammesso per ora circa 5mila persone, con un aumento del 50% rispetto alle previsioni. E rispetto, ricordano i rettori, alle risorse e alle disponibilità di strutture nelle diverse facoltà.

Sul territorio
La cronaca delle prime giornate vissute nelle facoltà di medicina di tutta Italia non fanno che confermare l’allarme lanciato dalla Crui. Ieri, mercoledì, a Bologna una docente ha fatto uscire dall’aula gli studenti riammessi dal Tar «per ragioni di ordine pubblico», e lo stesso ateneo ha spiegato che «ogni docente viene invitato a verificare le condizioni in cui si svolgono le lezioni tenendo conto della capienza dell'aula intervenendo per assicurare il rispetto delle norme di sicurezza». Alla Statale di Milano il preside della facoltà di Medicina Antonio Carrassi ha spiegato che si proverà a puntare sulla teledidattica per limitare gli affollamenti delle aule, ma è ovviamente una soluzione temporanea nel tentativo di tamponare «un intasamento drammatico della facoltà e uno scadimento della qualità della formazione». A Palermo l’attività didattica è stata paralizzata per giorni per capire come gestire 760 studenti invece dei 400 previsti, e il copione si ripete simile in tutte le altre facoltà

I paradossi
Il caos-ricorsi produce anche una serie di paradossi che finiscono per favorire chi è stato bocciato ai test. Al di là dei punteggi (alla Statale, rimarca la facoltà, è stato ammesso anche chi ha ottenuto meno di un punto nella selezione, mentre tra gli ammessi senza carte bollate non c’è nessuno con meno di 35 punti e lo studente più brillante ne ha totalizzati 72,6), c’è il fatto che il ministero aveva prima limitato la scelta delle sedi per i ripescati e dopo qualche giorno, per evitare un altro contenzioso sul contenzioso, ha lasciato libera la scelta. Risultato: chi è stato ammesso in via ordinaria spesso si deve sobbarcare i costi legati allo studio fuori sede, mentre i ripescati hanno potuto scegliere senza problemi la facoltà più vicina a casa

Il versante delle specializzazioni
Su questo quadro già compromesso si è innestata la vicenda del primo concorso nazionale per le Scuole di specializzazione, in cui il Cineca ha invertito per errore le 30 domande dell'area medica con quelle rivolte all’area dei servizi clinici. Dopo aver annunciato la ripetizione della prova incriminata, il ministero ci ha ripensato e ha ripescato i test già effettuati, cancellando dalla valutazione solo le domande più “fuori linea”. Una strategia non proprio lineare, tanto più che i partecipanti alle selezioni hanno denunciato in una lettera il fatto che in molte sedi i controlli sono stati «del tutto inadeguati» e hanno lasciato ampi spazi a copiature e confronti fra candidati sulle risposte giuste per i vari quesiti

Da rifare
In base a tutto questo i rettori chiedono al Governo una presa di posizione immediata, rimarcando il fatto che è «indispensabile un percorso di selezione ispirato a criteri rigorosamente meritocratici», mantenendo la coerenza fra l’offerta formativa e le risorse degli atenei. «Siamo disponibili a discutere le diverse modalità possibili - conclude la Crui - ma urge affrontare la questione nel suo complesso senza perdere altro tempo».


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