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Abilitazione in diritto privato, stop del Tar: pasticcio sul prof straniero in commissione

di Vera Viola

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Cattedre di diritto privato nel caos in tutta Italia, almeno quelle in cui si attendono nuovi docenti. Il Tar Lazio ha accolto con una decina di sentenze altrettanti ricorsi (in totale si parla di un centinaio) proposti da candidati giudicati “non idonei”, nell'ambito della procedura di abilitazione scientifica nazionale (tornata 2012). Secondo il Tar, infatti, la Commissione, istituita per il settore disciplinare 12/A1 (ovvero IUS 01), è illegittima in quanto composta tra gli altri da un docente di diritto “mercantile” (così è denominato in Spagna il nostro diritto commerciale).

Falsa partenza
L'abilitazione all'insegnamento del diritto privato doveva essere il banco di prova di un nuovo tipo di concorsi varati dopo la Riforma Gelmini, ma si sta rivelando un grande flop. Che ci sia dietro lo spettro di intrighi per favorire familiari e baroni? Per ora supposizioni, giustificate solo da una prassi purtroppo nota e numerose inchieste in corso su altri concorsi simili.

Le sentenze
Ma torniamo al diritto privato. Nelle prime sentenze emesse e motivate dal Tar del Lazio si legge: «È necessario evidenziare al riguardo che il settore concorsuale in argomento è il 12/A1 “diritto privato”; … tuttavia il componente Ocse della Commissione di valutazione, signor Josè Miguel Embid, risulta professore di diritto mercantile (commerciale) presso l'Università di Valencia; che dunque, rientrando (...) nel macrosettore 12/B “diritto commerciale, della navigazione e del lavoro” e nel settore concorsuale 12/B1 “diritto commerciale e della navigazione”, (...) è materia non solo estranea al settore concorsuale in esame 12/A1 “diritto privato”, ma anche al macrosettore 12/A “diritto privato” (Dm n.336 del 2011)». Pertanto per il Tar «il professor Embid non poteva far parte della suddetta Commissione». Conclude il Tar: «il giudizio emesso risulta viziato».
Cosa fare? I giudici amministrativi hanno ordinato all'Amministrazione un riesame del giudizio illegittimo (ad opera di una Commissione composta diversamente) entro 60 giorni dalla notifica o comunicazione della sentenza.

Braccio di ferro
Nonostante l'annullamento, però, a quanto sembra, le Università stanno procedendo a fare le “chiamate” degli idonei, rischiando così di creare una situazione di fatto difficilmente rimovibile, anche se il Consiglio di Stato dovesse confermare le sentenze.
Ma i candidati “bocciati” non si arrendono: hanno diffidato il ministero dell'Università ad annullare l'intera procedura di abilitazione. Si sostiene infatti che la giurisprudenza induca a ritenere che l'illegittimità della nomina di un componente renda illegittima la composizione dell'intera commissione concorsuale, e, di conseguenza, tutte le operazioni dalla stessa compiute.
Si fa presente anche altro: nella “tornata 2013” della stessa abilitazione, la medesima Commissione ha lavorato quando erano già noti ricorsi e primi provvedimenti cautelari del Consiglio di Stato in cui si ipotizzava l'illegittimità della procedura dovuta alla presenza del commissario spagnolo.

Raffica di ricorsi in arrivo
È quindi ragionevole prevedere una raffica di nuovi ricorsi da parte dei candidati del 2013. E il risultato dei nuovi ricorsi parrebbe quasi scontato. Per queste ragioni, si invoca da più parti un provvedimento del ministro, che risolva tale incredibile situazione. In che modo? Il ministro potrebbe annullare l'intera procedura e ripetere integralmente le valutazioni per tutti. Che per una volta possa vincere il merito!


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