Studenti e ricercatori

Specializzazioni mediche, arrivano le graduatorie ma i ricorsi sono già pronti

di Marzio Bartoloni

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Il ministero ha pubblicato ieri in serata le graduatorie definitive delle prove per l’ingresso alle scuole di specializzazione medica. Ma le polemiche, dopo la soluzione trovata dal Miur al pasticcio dei test , non si placano. Ieri il ministro Stefania Giannini ha chiarito in un question time alla Camera che le due domande escluse per il ricalcolo del punteggio saranno considerate come se si fosse risposto correttamente. Una soluzione che però rischia di non salvare il ministero dai ricorsi di massa che sono già allo studio.

I chiarimenti del ministro
Si chiama «principio generale di conservazione dei valori giuridici» quello che ha convinto il Miur, su suggerimento dell’Avvocatura di Stato, a salvare i quiz per l’ingresso alle scuole di specializzazione medica anche di fronte alla «grave anomalia» dell’inversione dei quiz di una selezione (quella dell'area medica) con un'altra (quella dei servizi). La soluzione trovata da viale Trastevere non soddisfa però i giovani laureati in medicina che ieri, arrivati in centinaia da tutta Italia, si sono dati appuntamento davanti al ministero dell'Istruzione per far valere le proprie ragioni, in camice bianco e stetoscopio al collo. La vicenda ha tenuto banco anche al question time, occasione che ha consentito al ministro Giannini di annunciare la pubblicazione delle graduatorie relative ai test - sulla sezione ad hoc del portale universitaly - e a ribadire che si è proceduto al ricalcolo del punteggio dei candidati neutralizzando le due domande per Area che sono state considerate non pertinenti: «Le domande non riconducibili sia all'area medica sia a quella dei servizi saranno pubblicate sull'area riservata di ogni candidato e, ai fini del punteggio in graduatoria, a esse sarà attribuito il punteggio della risposta corretta, ovvero 1 punto». Giannini ha anche spiegato che la scelta del ministero è stata dettata dalla volontà di tutelare gli sforzi personali e economici dei candidati e delle loro famiglie. E ha ammesso che è certamente migliorabile il collegamento tra numero dei laureati in Medicina e numero delle borse per la specializzazione, ma il fabbisogno del numero di medici non è definito in autonomia dal Miur, dipende, invece, dal concerto con il ministero della Salute e con le Regioni.

Gli aspiranti specializzandi insistono nella protesta
«Il concorso, atteso da un anno e mezzo, non è stato affatto meritocratico»; «è il ministero che ha fallito e non può scaricare le responsabilità solo sul Cineca»; «stanno svilendo la professione» accusano. Al loro fianco le associazioni studentesche. «Per noi l'unica risposta percorribile è quella del finanziamento e dell'aumento delle borse fino alla copertura totale dei richiedenti, quelle 12milaborse che in tanti sui social chiedono in questi giorni», ha ribadito ancora ieri l'Udu, l’Unione degli universitari. Mentre Link chiede di aprire «un serio ragionamento più generale sulla formazione medica e di investire fortemente in questo settore». Intanto, le associazioni dei consumatori, Codacons e Federconsumatori in testa, studiano ricorsi collettivi. «Dopo il bonus maturità a elastico, il picconamento del numero chiuso sotto i colpi del Tar, che ha ammesso senza colpo ferire al corso di laurea in Medicina 5mila studenti, dopo lo scompiglio e le polemiche seguite puntuali alle prove di selezione per l'accesso al corso di formazione in Medicina Generale, il Miur è riuscito a dare la ennesima prova di inadeguatezza e insufficienza organizzativa. E pensa di cavarsela con discutibili aggiustamenti ex post che apriranno la strada - assicura il segretario nazionale dei medici ospedalieri Anaao Assomed, Costantino Troise - a una valanga di nuovi ricorsi e a richieste di sanatoria».


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