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L’università di Siena torna in attivo: dal consuntivo 2013 un utile di oltre 9 milioni

di Claudio Tucci

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L’università di Siena torna in attivo. Dopo quattro anni difficili, il consuntivo 2013, approvato nei giorni scorsi dal consiglio di amministrazione, ha presentato un utile di oltre 9 milioni di euro. «La gestione è completamente sotto controllo - ha sottolineato, soddisfatto, il rettore Angelo Riccaboni -. Ed è importante che il risanamento della gestione annuale sia stato perseguito senza incidere sui livelli occupazionali, e superando una fase difficile nelle relazioni sindacali, come conseguenza della necessità, richiesta dalla normativa, di recuperare erogazioni monetarie in precedenza indebitamente assegnate ai lavoratori. Il blocco del turnover e la riduzioni di tutte le principali voci di costo, fra cui i servizi esterni, le supplenze e i contratti esterni, gli affitti, i materiali di consumo sono stati tra le leve del risanamento».

Qualità dei servizi
Il controllo della spesa, ha aggiunto Riccaboni, «è andato di pari passo con l’attenzione allo sviluppo e alla qualità dei servizi per gli studenti e delle attività didattiche e di ricerca». Ciò è testimoniato dai riconoscimenti in termini di quota premiale da parte del Miur, dal primo posto, in relazione alle dimensioni, nella valutazione di sintesi della VQR e dalle principali analisi di settore. Particolarmente utile è stato, anche, il riferimento a una costante logica programmatoria, che si è sostanziata nella definizione di un’articolata e partecipata programmazione triennale, incentrata intorno ai temi dei servizi agli studenti, dell’internazionalizzazione, dell’occupabilità e della promozione dello sviluppo sostenibile e nell’introduzione di innovativi meccanismi di programmazione e monitoraggio di natura operativa e finanziaria.

Il focus sui conti
La redazione del conto consuntivo 2013 segna anche per l’università Siena il definitivo passaggio alla contabilità economico-patrimoniale, in anticipo rispetto alle richieste di legge, dopo che nel 2012 era già stato introdotto il bilancio unico. «Considerati l’ingente ammontare di mutui ereditato da questa amministrazione (77 milioni di euro al 31-12-13) e il valore delle perdite pregresse - ha spiegato Riccaboni - il capitale netto, pur essendo migliorato nel corso dell’esercizio in oggetto di un ammontare pari all’utile di esercizio, risulta inevitabilmente negativo. L'ammontare di tale voce, comunque, non appare particolarmente preoccupante (28 milioni), specialmente se si tiene conto che l’intero patrimonio edilizio dell’Ateneo è valutato 82,7 milioni».

Le prospettive future
Il rettore di Siena ha ricordato, poi, che gli esborsi di liquidità necessari annualmente per il pagamento degli interessi sui mutui ancora in essere e per la restituzione della relativa quota capitale sono pari a 10 milioni. «Sommando tale cifra - ha detto - a quanto dovuto per la locazione dell’immobile di San Niccolò (4,5 milioni, crescenti annualmente), ne deriva che 14,5 milioni all’anno, pari a circa il 15% dell’intero Ffo a noi erogato, sono vincolati a fronteggiare impegni assunti precedentemente». È la presenza di queste ricadute di scelte del passato, ha concluso Riccaboni, che non consente ancora di sfruttare appieno le potenzialità che il risanamento della gestione annuale potrebbe consentire. Nei prossimi mesi, data la conclusione del precedente piano di interventi tendenti al risanamento, verrà redatto un nuovo piano finanziario pluriennale che individuerà le direttrici da seguire per affiancare, allo smaltimento dei debiti pregressi, la valorizzazione del personale docente e tecnico-amministrativo e l’apertura ai giovani ricercatori».


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