Studenti e ricercatori

Più laureati stranieri in Italia: sono il 3%, ma restiamo mentro attrattivi degli altri Paesi

di Marzio Bartoloni

S
2
4Contenuto esclusivo S24

Crescono i laureati stranieri: l’anno scorso sono stati poco più di 7mila, il 3% del totale. Sono soprattutto europei (il 60%). Gli Stati più rappresentati sono Albania, Cina e Romania . Scelgono soprattutto il settore linguistico o medico. Nonostante l’aumento di presenze straniere restiamo però molto lontano dalle percentuali raggiunte dagli altri Paesi più sviluppati.

Siamo ancora distanti dagli altri
Dal XVI Rapporto AlmaLaurea sul Profilo dei laureati emerge che la quota di laureati di cittadinanza estera, pari a 7.341 laureati, negli ultimi anni è in crescita, passando dall’1% del 2001 al 3% del 2013, contro il 11,5% della Francia, il 10,5% della Germania o il 4,7% della Spagna . «Siamo ancora distanti dagli obiettivi auspicati - ricorda Andrea Cammelli, fondatore nel 1994 e direttore di AlmaLaurea -, la capacità attrattiva delle nostre università verso giovani di altri Paesi, sebbene sia migliorata, raggiunge solo il 3 per cento degli iscritti. Anche su questo versante il confronto internazionale restituisce l'immagine di un ritardo preoccupante dal momento che nei Paesi Ocse tale quota è pari al 9% . La stessa mobilità attraverso il programma Erasmus evidenzia che per 100 studenti italiani che vanno all'estero, ne entrano solo 83. Aumenta di contro il numero dei connazionali che decide di studiare in altri Paesi anche per la preoccupazione di avere difficoltà a trovare un'adeguata collocazione lavorativa in patria».

Da quali Paesi arrivano i laureati di cittadinanza estera
Dall'Indagine emerge che quasi il 60% dei laureati esteri 2013 proviene da un Paese europeo: il 20% dall'Asia e dall'Oceania, il 13% dall'Africa e il 10% dalle Americhe.Tra gli Stati più rappresentati troviamo l'Albania (16%), la Cina (9%) e la Romania (8%). I laureati albanesi sono infatti da anni il gruppo più numeroso, mentre gli studenti cinesi sono cresciuti notevolmente negli ultimi anni divenendo la seconda popolazione estera più numerosa (erano il 2,9% nel 2009 e ora sono il 9%). Il Camerun è, ovviamente dopo la Cina, il Paese extra-europeo più rappresentato (4,6%).

Le scelte di studio
Analizzando i dati per gruppo disciplinare, si scopre che i laureati di cittadinanza estera che scelgono di studiare nel nostro Paese sono più frequenti nel gruppo linguistico (5,6%), in quello medico e odontoiatrico (4,9%). Mentre sono meno del 2% del totale i laureati esteri che scelgono di frequentare un indirizzo di studio nei gruppi di educazione fisica, insegnamento, geo-biologico, giuridico e psicologico. Tra gli atenei che aderiscono ad AlmaLaurea quelli in cui si registra una maggiore presenza di cittadini esteri sono: Perugia Stranieri (28,7%), Scienze Gastronomiche Bra (18,7%), Siena Stranieri (17,9%), seguiti da Bolzano (14,3%); i laureati di cittadinanza estera sono frequenti anche al Politecnico di Torino (12,1%), Trento (6,6%), Trieste (6,2%) e Camerino (5,9%). Dall’indagine emerge una maggiore presenza di laureati esteri negli atenei del Nord e del Centro Italia (4,6% al Nord e 4,2% al Centro, 0,9% al Sud, 0,5% nelle Isole).

L’identikit dei laureati stranieri
Secondo i dati di Almalaurea la quasi totalità dei cinesi arriva in Italia solo dopo aver concluso la scuola superiore (l'89%), mentre il 56% dei cittadini rumeni, il 43% dei cittadini delle Americhe e il 42% dei cittadini albanesi arriva in Italia prima di conseguire il titolo di scuola secondaria di secondo grado. Entrando nel merito del background familiare d'origine, i dati dell'Indagine mostrano che il contesto socioeconomico dei laureati esteri è tendenzialmente più elevato rispetto a quello degli stessi laureati italiani: 42 laureati stranieri su 100 hanno almeno un genitore laureato, è il 27% tra i laureati italiani.
Tra i laureati esteri vi sono comunque delle differenze tra le diverse aree di provenienza: gli africani provengono da contesti culturalmente più svantaggiati; al contrario, provengono da famiglie con genitori molto istruiti i laureati americani (49%), i laureati provenienti dall'Asia e Oceania (il 45%; esclusa Cina), i cinesi (43%) e gli albanesi (34%).
In merito alle performance formative i laureati di cittadinanza estera hanno voti di diploma meno elevati dei cittadini italiani e ottengono, in tutti i gruppi disciplinari, voti più bassi e un voto di laurea inferiore in media di oltre 5 punti rispetto ai laureati italiani (97,3/110 contro 102,6/110).

Borse di studio e occupazione
L’indagine mette inoltre in luce che durante gli studi universitari il 57% dei laureati esteri ha fruito di una borsa di studio, contro il 21% dei laureati italiani. Emerge poi che il 74% dei laureati esteri ha avuto esperienze di lavoro (è il 70% per i laureati italiani) in particolarmente gli albanesi (oltre l'82%) e i rumeni (81%). Nella ricerca del lavoro, i laureati esteri mostrano, nel complesso, priorità diverse rispetto ai laureati di cittadinanza italiana: attribuiscono maggiore rilevanza – rispetto agli italiani – alla possibilità di carriera (8 punti percentuali in più) e alla possibilità di guadagno (5 punti in più), ma minore importanza all'indipendenza o autonomia (5 punti in meno) e alla stabilità del posto di lavoro (5 punti in meno). I laureati esteri sono anche più disposti degli italiani a spostarsi all'estero per lavoro: sia in uno Stato europeo (61% contro 46%) sia in uno Stato extraeuropeo (48% contro 36%).

Vedi grafico


© RIPRODUZIONE RISERVATA