Studenti e ricercatori

La Sapienza al 139° posto tra gli atenei mondiali nell’ultimo ranking americano

di Marzio Bartoloni

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La nuova (ennesima) classifica delle università arriva questa volta da Oltreoceano. A dedicarsi a questo sport diventato ormai tanto di moda dei ranking accademici è l’agenzia americana Us News che insieme a Thomson Reuters per la prima volta ha deciso di prendere in esame oltre alle università a stelle e strsice anche quelle di 49 Paesi stilando una classifica dei primi 500 istituti al mondo. A parte la top ten guidata come al solito da atenei americani (ben 8) e inglesi (2) spunta al 139esimo posto la Sapienza di Roma che si piazza prima di Bologna e Padova (146esimo posto) e Milano (155° posizione).

Dopo gli atenei americani ci sono quelli tedeschi
In vetta alla classifica di Us news c’è l'università di Harvard, seguita da Massachusetts Institute of Technology e dall'University of California-Berkeley. Segue poi ancora l’americana Standford, mentre al quinto e al sesto posti ci sono le inglesi Oxford e Cambridge. E di nuovo a seguire le americane California institute of technology, Los Angeles, Chicago e Columbia. Tra le prime 500 università 134 sono americane, 42 sono tedesche e le inglesi 38. La Cina si impone invece con ben 27 atenei. E le italiane? Nella maxi classifica delle prime 500 ce ne sono 23: come detto la Sapienza di Roma si colloca al 139° posto tra le università al mondo, prima in classifica tra gli atenei italiani. Dopo si collocano nello speciale ranking tricolore Bologna e Padova, alla 146° posizione, seguite da Milano alla 155° posizione. E poi ancora Torino (205° posto), Pisa (236°), Federico II di Napoli (256°), Firenze (262°), Trieste (262°) e Tor Vergata (279°). «La nuova classifica, che dà enfasi alla produzione scientifica, premia la Sapienza, confermando che il nostro Ateneo rappresenta un'eccellenza nel panorama mondiale» , ha spiegato in una nota il rettore uscente dell’ateneo romano Luigi Frati.

Sulle pagelle pesa la produzione scientifica
Come per tutte le altre classifiche - che scatenano sempre polemiche e critiche sull’attendibilità - anche in questo caso il segreto è tutto nel mix di ingredienti utilizzato da chi prepara il ranking. L’agenzia americana ha preso in esame istituzioni di 49 Paesi classificandole sulla base di 10 indicatori valutando l'attività di ricerca accademica e la reputazione, a livello complessiva e locale; particolarmente rilevanti nella metodologia adottata risultano le pubblicazioni accademiche e le citazioni che in questo caso si appoggiano sul database riconosciuto a livello internazionale di Thomson Reuters. Il numero delle pubblicazioni scientifiche e il peso delle citazioni alla fine contano per quasi il 50% del voto delle pagelle. Basterà per legittimare di più questa classifica rispetto alle altre?


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