Studenti e ricercatori

Al via i corsi dell’Humanitas: un Nobel «battezza» i primi 100 aspiranti medici

di Maria Piera Ceci

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A colazione con il Nobel. Parte così per cento studenti il primo anno del corso di Laurea internazionale in Medicina e Chirurgia, nella neonata Humanitas University. Lezioni al via oggi a Rozzano, alle porte di Milano, con l'immunologo svizzero Rolf M. Zinkernagel, premio Nobel per la Medicina nel 1996, che racconterà agli aspiranti medici la sua esperienza di successo.

Il nuovo ateneo milanese
Inizia dunque il primo anno accademico per la terza università milanese di medicina e chirurgia, nata dalla stretta collaborazione con l'ospedale Humanitas e la sua Fondazione per la ricerca. Ricevuto l'ok ministeriale nel giugno 2014, il nuovo ateneo offre due opportunità: il corso di laurea magistrale a ciclo unico internazionale in Medicina e Chirurgia (in inglese) e il corso di Laurea triennale in Infermieristica (in italiano). Nelle intenzioni dell'ateneo, in futuro ci sarà una più ampia offerta di corsi di laurea, post-laurea, dottorati, scuole di specializzazione.
«Milano ha un cluster di università di grande livello, che attrae studenti da tutta Italia e anche da fuori», racconta a Scuola24 il rettore Marco Montorsi. «Ma il numero degli esclusi a conclusione dei test di ingresso alle facoltà di Medicina dimostra che c'è spazio per una nuova università in questo settore, e che c'è una grande richiesta di educazione di qualità».

Porte aperte agli studenti stranieri
Avevano partecipato alle selezioni in settembre quasi mille giovani, in Italia e in altre 13 città europee. Cento gli studenti hanno superato il test e sono stati accolti per questo primo anno accademico, 40 quelli che frequenteranno la Laurea triennale in Infermieristica. Si tratta in maggioranza di giovani italiani. Il 12% viene invece da Regno Unito, Grecia, Francia, Svizzera. In futuro l'intenzione è quella di accogliere fino a 800 persone, studenti provenienti da tutto il mondo. «Quest'anno abbiamo potuto selezionare solo studenti comunitari - spiega ancora Montorsi - dal prossimo anno, quando il Miur ci accrediterà, potremo allargare l'offerta anche a quelli extracomunitari. È il modo migliore per esporre i nostri studenti a un ambiente internazionale, per prepararli a un mondo competitivo che parla la lingua inglese, soprattutto in questo settore scientifico e tecnico come la medicina e abituarli a un mondo del lavoro che è diventato transnazionale».
Sì, perchè l'Humanitas University ha fatto dell'inglese una delle caratteristiche distintive della sua offerta formativa, non solo attraverso la didattica totalmente in lingua, ma anche attraverso la collaborazione con altri atenei stranieri, in modo da avere un ambiente aperto e quanto più internazionale possibile.

La connessione con l’ospedale di Rozzano
È l’altra caratteristica distintiva del nuovo ateneo. «Gli studenti potranno utilizzare le strutture e l'esperienza dell'Humanitas e avere grazie a questa un'esposizione alle attività cliniche precoce e ben strutturata» - chiarisce il rettore - «utilizzando il personale medico in ospedale ci prefiggiamo di seguire gli studenti attraverso una tutorship molto precisa, per avere il massimo ritorno dal vivere direttamente all'interno delle mura dell'ospedale, opportunità non sempre facile da avere per un'università».


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