Studenti e ricercatori

Ricercatori, la valutazione comparativa è globale e non analitica

di Andrea Alberto Moramarco

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Nelle procedure di valutazione comparativa per posti di ricercatore, la valutazione dei titoli e il giudizio sulla significatività delle pubblicazioni non devono essere effettuati con dettaglio tale da instaurare una valutazione puntuale di ciascun candidato rispetto agli altri per ciascun titolo e pubblicazione, bensì con approccio sintetico finalizzato ad una valutazione globale del candidato. Lo ha affermato il Consiglio di Stato con la sentenza 4626/2014 .

Il caso
La vicenda prende le mosse da una procedura di valutazione comparativa a un posto di ricercatore universitario presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli studi di Bari all’esito della quale la commissione giudicatrice all’unanimità aveva dichiarato il vincitore.
Il secondo classificato ricorreva al Tar sostenendo che la commissione avesse violato l’articolo 1 comma 7 della Dl 180/2008, convertito dalla legge 1/2009, relativo alla procedura di valutazione comparativa per il reclutamento dei ricercatori, nonché il bando di concorso. In particolare, il ricorrente lamentava che la commissione non aveva effettuato la valutazione comparativa analitica dei titoli dei candidati, né un giudizio di significatività sulla qualità e quantità dell'attività di ricerca svolta dal singolo candidato.
Il Tar accoglieva il ricorso disponendo il rinnovamento della procedura di valutazione, mentre il vincitore della procedura in questione e l'Università ricorrevano in appello evidenziando la correttezza della procedura svolta e il rispetto della disciplina normativa applicabile al caso.

Le motivazioni
Il Consiglio di Stato dà ragione al vincitore, ribaltando la decisione del Tar e salvando la procedura di valutazione comparativa già effettuata. Per i giudici amministrativi la natura analitica della valutazione è “tipologica” e non “oggettuale” ed il giudizio sulla significatività dell'attività di ricerca svolta deve essere effettuato solo sulle pubblicazioni ritenute rilevanti ai fini del giudizio di idoneità e perciò meritevoli di essere sottoposti a valutazione comparativa. In caso contrario qualsiasi procedura volta al reclutamento di ricercatori diventerebbe di fatto ingestibile.
In altri termini, affermano i giudici, deve essere effettuato un raffronto «attraverso la valutazione dei titoli e delle pubblicazioni, della personalità scientifica dei vari candidati, dei quali va ricostruito il profilo complessivo risultante dalla confluenza degli elementi che lo compongono, da apprezzare in tale quadro non isolatamente, ma in quanto correlati nell'insieme secondo il peso che assumono in una interazione di sintesi oggetto di un motivato giudizio unitario».
E nel caso di specie, per il Consiglio di Stato la procedura di valutazione analitica ed il giudizio di significatività di titoli e pubblicazioni sono stati effettuati nel rispetto delle previsioni normative ed adeguatamente motivate dalla commissione.


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