Studenti e ricercatori

Lo stipendio dei collaboratori linguistici va equiparato a quello del ricercatore

di Andrea Alberto Moramarco

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L’articolo 26 comma 3 della Legge 240/2010 ha posto in essere una sorta di “sanatoria legislativa” che ha stabilito per tutti i CEL (collaboratori ed esperti linguistici - ex lettori di madrelingua straniera) l’equiparazione stipendiale a quella del ricercatore confermato a tempo definito, nonché l’estinzione dei giudizi in materia. Lo ha ribadito la Cassazione con la sentenza 19992/2014.

Il caso
La vicenda riguardava una lettrice di madrelingua francese che aveva prestato la propria attività lavorativa presso un ateneo italiano, in un primo momento con contratti di lavoro autonomo e subordinato di tipo annuale (1985-1986 e 1989-1990), in seguito (dall’anno accademico 1994-1995) con contatto di lavoro subordinato con la qualifica di collaboratrice ed esperta linguistica. Con un ricorso del 2003 la lettrice lamentava di non aver percepito una retribuzione adeguata ai sensi dell’articolo 36 Cost. e chiedeva un trattamento economico pari almeno a quello di ricercatore universitario a tempo pieno o a tempo definito. Nelle fasi di merito, dopo l’accoglimento della domanda in primo grado, la Corte d’appello dichiarava estinto il giudizio perché nel frattempo era intervenuto il legislatore che con l’articolo 26 comma 3 della Legge 240/2010, di interpretazione autentica dell'articolo 1 comma 1 Dl 2/2004, convertito nella Legge 63/2004, aveva stabilito la corresponsione del trattamento economico corrispondente a quello di ricercatore confermato con effetto dalla prima assunzione quali lettori di madrelingua straniera.

L’intervento del legislatore
I giudici di legittimità rigettano il ricorso proposto dall’Università contro l’estinzione e chiariscono che l’intervento legislativo del 2010 ha disposto una vera e propria “transazione legislativa” diretta ad estinguere i giudizi e a dare pronta e certa esecuzione alla sentenza della Corte di giustizia CE 26 giugno 2001, causa C-212/99, che aveva condannato l’Italia in relazione al mancato riconoscimento di un adeguato trattamento economico per gli ex lettori di madrelingua. Per la Cassazione la disposizione legislativa pone fine a una lunga vicenda stabilendo il corretto trattamento economico dei collaboratori ed esperti linguistici che deve essere equiparato a quello dei ricercatori a tempo definito, in misura proporzionata all’impegno orario effettivamente assolto, dalla data di prima assunzione quali lettori di madrelingua straniera sino alla data di instaurazione del nuovo rapporto quali collaboratori esperti linguistici.


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