Studenti e ricercatori

Foto di gruppo a cinque anni dalla laurea: dai guadagni al lavoro stabile

di Marzio Bartoloni

S
2
4Contenuto esclusivo S24

I laureati italiani incontrano in media più difficoltà dei colleghi europei. Così ribadisce l’ultimo rapporto (il XVI°) di AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati . È però anche vero come, nell'arco della vita lavorativa, la laurea continui a rappresentare un forte investimento contro la disoccupazione, soprattutto nel lungo periodo. Tra uno e cinque anni dalla laurea gli indicatori esaminati (tasso di occupazione, tasso di disoccupazione, stabilità lavorativa, guadagno) migliorano sensibilmente e per tutti i gruppi disciplinari presi in esame, a riprova che il nostro è un mercato del lavoro che si caratterizza per tempi lunghi di inserimento lavorativo e di valorizzazione del capitale umano, ma di sostanziale efficacia nel medio termine, a tal punto che il tasso di disoccupazione si dimezza tra uno e cinque anni passando dal 16% all'8,5%.

La fotografia a cinque anni dalla laurea
Il rapporto evidenzia (ciò vale anche per i laureati triennali) che a cinque anni dal conseguimento del titolo risultano occupati a livello nazionale 82 laureati magistrali su cento; tra uno e cinque anni, la quota di occupati è aumentata significativamente, dal 57 all'82% (+25 punti). Aumento ancora più apprezzabile se si tiene conto che questi laureati hanno incontrato una fase economica decisamente poco favorevole. I laureati delle professioni sanitarie e quelli dei gruppi ingegneria ed economico-statistico mostrano le migliori performance occupazionali a cinque anni dal titolo, con un tasso di occupazione superiore al 90%. Inferiore alla media è invece la quota di occupati nei gruppi giuridico e agrario (77% entrambi), scientifico (73%), chimico-farmaceutico (71%), letterario (68%) e geo-biologico (60%). Un indicatore che dimostra che le difficoltà occupazionali non coinvolgono esclusivamente le lauree umanistiche. Il tasso di disoccupazione, a cinque anni pari all'8,5%, rimane comunque su valori più elevati tra i laureati dei gruppi letterario (19%), insegnamento (14%), psicologico (12,5%), linguistico, educazione fisica, geo-biologico e giuridico (12% per tutti). A fondo scala si trovano invece i laureati delle professioni sanitarie, il cui tasso di disoccupazione è pari ad un fisiologico 1%, e dei gruppi ingegneria (2%), economico-statistico (5%) e architettura (7%).

La stabilità nel lavoro
Tra i laureati del 2008 coinvolti nell'indagine a cinque anni dalla laurea risultano stabili (assunti alle dipendenze a tempo indeterminato o autonomi effettivi) quasi i tre quarti degli occupati: 34 punti in più rispetto a quando furono intervistati ad un anno dal conseguimento del titolo. Il grande balzo in avanti è dovuto in particolar modo all'aumento dei contratti a tempo indeterminato, che a cinque anni raggiungono oltre la metà dei laureati occupati (52,5%). Cresce anche la quota di lavoratori autonomi effettivi, che a cinque anni dalla laurea rappresentano 20 occupati su cento.
La maggiore stabilità, 97%, è raggiunta dai laureati delle professioni sanitarie (soprattutto per merito dei contratti a tempo indeterminato). Seguono con l'85% gli ingegneri, con l'82% i laureati dei gruppi giuridico, economico-statistico e con l'80% quelli di architettura. Per i laureati dei gruppi giuridico e architettura, la maggiore stabilità è dovuta alla più elevata quota di lavoratori autonomi effettivi (60% e 59%, rispettivamente). All'estremo opposto si trovano i gruppi linguistico, chimico-farmaceutico, geo-biologico, educazione fisica e letterario, tutti con una quota di occupati stabili inferiore al 56%.

I guadagni
A livello complessivo i laureati magistrali (3+2 anni) a cinque anni dalla laurea guadagnano in media 1.383 euro netti mensili. Sono soprattutto i laureati in ingegneria e delle professioni sanitarie che possono contare sulle più alte retribuzioni: 1.708 e 1.646 euro, rispettivamente. Retribuzioni superiori alla media anche per i colleghi dei gruppi economico-statistico, chimico-farmaceutico e scientifico (circa 1.500 euro per tutti). A fondo scala rimangono i laureati dei gruppi psicologico, educazione fisica, letterario e insegnamento, i cui guadagni ancora non raggiungono i 1.100 euro mensili. Si tratta di percorsi, generalmente a prevalenza femminile, il cui sbocco tipico è nel mondo dell'insegnamento, notoriamente non troppo generoso in termini di valorizzazione economica. Nettamente inferiori alla media anche le retribuzioni dei percorsi linguistico e architettura, i cui valori medi non raggiungono i 1.200 euro.

L’efficacia della laurea
La valutazione della spendibilità del titolo universitario sul mercato del lavoro e l'utilizzo delle competenze acquisite all'università conferma un quadro complesso e articolato. A cinque anni da titolo, la laurea risulta infatti almeno efficace per più della metà dei laureati indagati (55%). I valori più elevati sono raggiunti tra giuristi (82%) e architetti (74%), nonché nei gruppi chimico-farmaceutico (64%), psicologico (63%), agrario e geo-biologico (62%, entrambi). Sotto la media invece i livelli di efficacia dei laureati di politico-sociale, letterario ed educazione fisica (valori al di sotto del 45%).


© RIPRODUZIONE RISERVATA