Studenti e ricercatori

A rischio 50mila borse di studio: per ora nessuna retromarcia alla Camera

di Marzio Bartoloni

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Nessuna marcia indietro per ora. La ghigliottina del patto di stabilità interno che potrebbe mettere a rischio 50mila borse di studio resta lì. Nel pacchetto di emendamenti della relatrice, Chiara Braga (Pd), del decreto sblocca Italia - che ha deciso l'ingresso nei vincoli del patto anche dei 150 milioni destinati al diritto allo studio - non c’è nessuna retromarcia. Oggi intanto sono previste le prime proteste in piazza degli studenti, mentre le Regioni si sono incontrate ieri per tentare di trovare una soluzione.

A rischio circa 50mila borse di studio
Tutto nasce dall'articolo 42, comma 1, dello sblocca-Italia che è intervenuto sull'articolo 46 del decreto Irpef che imponeva un contributo alla finanza pubblica da parte delle Regioni di 500 milioni. Risorse recuperate sospendendo l'esonero dal patto di stabilità interno di diverse voci che colpiscono soprattutto l'istruzione. Nel mirino ci sono appunto i 150 milioni per le borse di studio universitarie, i 100 milioni per le scuole paritarie (sui 220 complessivi), gli 80 milioni per i libri di testo e i 15 milioni per il sostegno agli studenti disabili. A rischio c'è l'erogazione di circa 48.214 borse di studio (l'importo medio di una borsa lo scorso anno è stato di 3360 euro). Un'enormità se si pensa che già oggi siamo fanalino di coda nell'Ue: nel 2013 l'Italia ha erogato solo 141.310 borse, contro le 305.454 in Spagna, le 440.217 in Germania e addirittura le 629.115 della Francia. Il Ddl di conversione del decreto sblocca Italia è ora all’esame della commissione Ambiente della Camera. E nel pacchetto di emendamenti della relatrice Chiara Braga (Pd) per ora non c’è traccia di modifiche all’articolo 42, anche se nei giorni scorsi un parere della commissione Istruzione aveva chiesto proprio l’eliminazione del comma relativo alle borse di studio.

Le Regioni cercano via d'uscita. Studenti in piazza
Ieri le Regioni - in una riunione della commissione Istruzione - si sono incontrate per provare a trovare una soluzione. all’ordine del giorno c’era infatti una riunione dedicata alle «Possibili criticità per i trasferimenti relativi al Diritto allo studio universitario». Gli studenti, neanche a dirlo, sono sul piede di guerra. Nei giorni scorsi il Cnsu (Consiglio nazionale studenti universitari) ha approvato una mozione per chiedere il ritiro della norma. «L'eventuale blocco dei fondi di provenienza statale - spiega il presidente del Cnsu Andrea Fiorini - mette a rischio quasi il 50% delle risorse che il nostro Paese investe sugli aiuti per gli studenti meritevoli e privi di mezzi. Anziché investire sul diritto allo studio e risolvere l'annoso problema degli idonei non beneficiari, la risposta vergognosa è quella di mettere a rischio oltre 50mila borsisti». «È questa - si chiede Fiorini - la soluzione per rimettere al centro del rilancio del Paese l'istruzione»? Oggi sono previste le prime proteste in 150 piazze degli studenti di Link e dell’Udu per rivendicare lo stop al decreto sblocca Italia e la copertura totale delle borse di studio e dei posti alloggio.


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