Studenti e ricercatori

A 5 anni dalla laurea il 13% dei laureati in giurisprudenza non lavora ancora

di Eugenio Bruno

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Quasi due anni (21 mesi) per trovare lavoro. E un tasso di disoccupazione del 13,2% a cinque anni dalla fine del percorso di studi. Sono alcuni dei numeri che saranno diffusi oggi a Roma nel corso della prima giornata di studio sulle professioni legali promossa dall'Associazione italiana giovani avvocati (Aiga) insieme all'Associazione italiana giovani notai (Aign). L’appuntamento, a cui parteciperanno anche i ministri Andrea Orlando (Giustizia) e Maria Elena Boschi (Riforme), servirà a discutere delle modalità per costruire iter formativi per avvocati, notai e magistrati capaci di rispondere alle reali esigenze del mercato.
Nel complesso le immatricolazioni alla facoltà di Legge sono in calo del 22 per cento. E anche per chi si laurea le prospettive occupazionali e retributive non sono delle migliori. Si scopre infatti che cinque anni dopo aver conseguito la laurea le entrate mensili nette sono di 1.184 euro. Le ragioni della crisi professionale, spiegheranno oggi la presidente dell'Aiga Nicoletta Giorgi e il numero uno dei giovani notai Ludovico Maria Capuano, risiedono nella «scarsa aderenza» con le vere necessità del mondo produttivo, ma anche nei «programmi di studio poco aggiornati» e nei profili «poco appetibili» per le aziende di coloro che escono dagli atenei.


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