Studenti e ricercatori

La concorrenza tra atenei si gioca anche a colpi di «placement»

di Giampaolo Cerri

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La concorrenza fra atenei si gioca sempre di più su una parola inglese: placement. In un'accezione ormai comune, significa tutto ciò che riguarda il sostegno al collocamento al lavoro dopo la laurea. Gli studenti, ma soprattutto le loro famiglie, ne tengono conto sempre più conto nella scelta dell'università.

Il «videocv» di Padova
A Padova, il Servizio stage e career service ha aperto i battenti nel 1996, tra i primissimi in Italia, ma l'accelerazione c'è stata nel 2000, con la creazione di una piattaforma web «dove le aziende possono inserire le offerte di stage o di lavoro», spiega la dirigente Gilda Rota. Piattaforma che, negli anni, s'è arricchita: al cv cartaceo s'è aggiunto il “videocv”, che lo studente registra con pochi click, «perché le aziende spesso vogliono capire anche il livello linguistico del candidato, la spigliatezza, come si pone». Lo scorso anno accademico, «sono stati 6.211 i cv inviati alle aziende, a fronte di 916 offerte di lavoro ricevute», spiega la dirigente, ma il fiore all'occhiello sono senza dubbio gli stage all'estero, «quasi 500 lo scorso anno».

Firenze scommette sull’autoimprenditorialità
Gli stage post-lauream, d'altra parte rappresentano spesso per i neo-dottori il viatico per un contratto, se non per un'assunzione. All'università di Firenze, nel 2013, ne hanno realizzati 256, ma in Toscana la situazione risulta appesantita da una legge regionale che, dal 2012, prevede l'obbligatorietà del pagamento di un contributo al tirocinante e le aziende si sono un po' raffreddate. Nell'ateneo si scommette però sull'autoimprenditorialità. «Da due anni abbiamo varato “Palestra di intraprendenza”, racconta la professoressa Paola Lucarelli, delegata per l'orientamento in uscita, «iniziativa che ha aiutato oltre 140 ragazzi a realizzare un'idea imprenditoriale, mettendo a frutto le proprie capacità». Viceversa, con Job in lab, le «imprese che hanno un progetto di innovazione coinvolgono laureati, con l'affiancamento dei nostri docenti». E in laboratorio, lo scorso anno, sono finiti ben 50 neodottori.

La Cattolica punta sull’orientamento
A Milano, lato università Cattolica, dove il Servizio stage e placement è riuscito a procurare 1.200 tirocini post-lauream rapportandosi a 420 imprese, si punta sulle attività di orientamento realizzate tramite il comitato “Università-Mondo del lavoro”, di cui fanno parte oltre una sessantina grandi di aziende e associazioni di categoria come Assolombarda e Confapi. Il che nel 2013 ha significato, spiega Vito Moramarco, economista nell'ateneo di Largo Gemelli, 133 incontri aziendali e 186 testimonianze di singoli imprenditori e manager. «È importante che i giovani abbiano l'opportunità di entrare in contatto con l'ambito professionale ben prima della laurea», dice.

L’esperienza catanese
Quadro diverso a Catania, dove le chance occupazionali offerte dal territorio sono evidentemente più ridotte. «Si sfruttano tutte le opportunità esistenti come il counseling», chiarisce Cristina Cascone, dirigente del Servizio placement. Un esempio è il progetto “Kit Me 2.0”, “best placement program” all'ultima Borsa del placement (quest'anno a Bologna, dal 28 al 30 ottobre). «È un'introduzione al personal branding, che va dall'utilizzo dei social network fino ai laboratori pratico-teatrali». In questo modo, «i laureandi riflettono sul loro presentarsi anche sul web sfruttando tutte le opportunità di ricerca del lavoro o di promozione delle proprie iniziative».

La Bocconi sempre all’avanguardia
Alla Bocconi di Milano, dove il placement l'hanno praticamente inventato, lo scorso anno sono state 5.935 le offerte di stage gestite dal Career service di Via Sarfatti, di cui 1.428 all'estero, mentre sono state 1.423 le offerte di lavoro, 324 oltre i confini nazionali. Ed è proprio sull'internazionalizzazione che si punta decisamente con i Bocconi&Jobs abroad, che si svolgono a Shanghai e a Londra. La nuova frontiera, spiega la responsabile Isabelle Lhuillier, «sono gli In-Company training, esperienze brevi in azienda, anche di pochi giorni». Nel 2013 gli, così si chiamano, sono stati 27, di cui 13 all'estero, con 55 aziende coinvolte e 526 studenti partecipanti, di cui 264 all'estero. E la Bocconi si è fatta carico totalmente delle spese di viaggio e soggiorno in Italia mentre per l'estero ha coperto le spese di alloggio. Ma qui, dal placement si passa ormai alla customer satisfaction.


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