Studenti e ricercatori

Il «gender gap» della ricerca: le donne guadagnano il 33% in meno degli uomini

di Gianni Trovati

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Sono la maggioranza della popolazione universitaria nelle facoltà scientifiche, e il loro peso cresce ulteriormente se si guarda solo ai laureati perché sono mediamente più brave dei loro colleghi maschi; quando però si passa dai banchi alle cattedre, la presenza femminile scende al 19,6%, e va ancora peggio se si guarda fuori dagli atenei, nel mondo della ricerca industriale e applicata. In un quadro come questo, è inevitabile che le ricercatrici guadagnino in media il 33% in meno rispetto ai ricercatori.

La notte dei ricercatori
"Forte" di questi numeri, che si leggono nella ricerca della commissione europea She Figures , il gap di genere rappresenta uno dei temi chiave dell'edizione italiana della Notte dei ricercatori , l'iniziativa annuale avviata dalla Commissione Ue nel 2005 per promuovere la cultura scientifica fra i cittadini ma anche per portare nel dibattito pubblico le strategie e i problemi dei ricercatori e delle loro istituzioni. L'appuntamento di quest'anno è per stasera, 26 settembre, e animerà in 23 città italiane eventi di ogni genere, dai dibattiti più impegnati alle occasioni più divulgative, aperte anche ai bambini. A Roma, per esempio, si può vivere l'esperienza di simulazione di volo in un razzo, nell'ambito del programma «Fammi volare sulla luna» che sarà presente in 300 città europee, a Torino in più di 50 stand si terranno esperimenti, laboratori a cielo aperto, mostre, test di prototipi, giochi, spettacoli e performance dal vivo, oltre alla presentazione dei progetti di ricerca delle Pmi piemontesi grazie alla collaborazione con l'Unione industriali.

Le differenze di genere
Dei problemi di genere si discuterà invece nella tavola rotonda «le donne e la scienza» in programma alle 19 a Frascati, presso l'Auditorium delle Scuderie Aldobrandini; a Bari, invece, la mostra fotografica «Donne alla guida della più grande macchina mai costruita dall'uomo» passerà in rassegna le carriere di trenta donne che, grazie ai loro importanti contributi nella realizzazione dell'acceleratore di particelle del Cern di Ginevra, stanno costruendo una carriera di successo internazionale.


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