Studenti e ricercatori

Business school a «dominante maschile», ma all'Università di Monaco le donne prevalgono

di Nicola Barone

Ovunque, nelle business school, gli uomini sono più delle donne. Ovunque se si esclude l'Università internazionale di Monaco, prima nella graduatoria dei dieci istituti con la percentuale più alta di iscrizioni femminili. Dai dati del recente ranking dell'Economist la Ium è infatti l'unica scuola ad aver ammesso più donne che uomini nel 2013, con un corpo studentesco composto per il 58% da donne.

Età e clima dominante maschile fanno da ostacolo
Le evidenze sulla partecipazione degli studenti Mba di sesso femminile mostrano che, a parte qualche eccezione, le business school non riescono ancora a raggiungere la parità di genere nei loro programmi. «La percentuale media di donne iscritte nei 100 migliori programmi dell'Economist è pari al 32%», si legge in una nota dell'ateneo del gruppo Inseec. Secondo la prestigiosa rivista inglese molte delle business school sono caratterizzate da un «ambiente a dominante maschile» che premia coloro che si impongono nei dibattiti. E a ciò si aggiunge che gran parte degli studenti accedono a una business school quando hanno attorno ai vent'anni, età nella quale molte ragazze lasciano gli studi o il lavoro per costruire una famiglia.

Ma con nuovi servizi la situazione sta cambiando
Abbastanza comunque perché ci si interroghi sulla consistenza o meno di un "rischio misoginia" per gli Mba. A quanto pare le business school sono per prime a conoscenza della situazione ed è la ragione per la quale un buon numero di esse fornisce programmi per incoraggiare le donne a perseguire la loro carriera. In certi casi vengono offerti anche servizi di childcare o borse di studio dedicate alle sole donne. La Ium «è molto orgogliosa di reclutare una percentuale significativa di donne nel programma full-time Mba. La nostra missione è quella di educare gli studenti provenienti da tutto il mondo, con background differenti, fornendo loro un ambiente multiculturale e stimolante», ha commentato il direttore Generale Jean-Philippe Muller. «Siamo impegnati nel promuovere la diversità. Le 56 nazionalità rappresentate nel campus e l'alta percentuale di donne iscritte ai nostri corsi di laurea sono i risultati del nostro impegno per incoraggiare tutti ad ottenere una carriera di successo».


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