Pianeta atenei

I criteri dell'Anvur per valutare i dottorati

di Marzio Bartoloni

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L'Anvur, l'Agenzia che valuta atenei e centri di ricerca pubblici, ha appena pubblicato il documento con i criteri e gli indicatori che intende proporre alla comunità scientifica per la valutazione dei corsi di dottorato. Si tratta di un documento «preliminare» ci tiene a specificare l'Anvr e che sarà «aperto alla discussione». Tanto che l'Agenzia guidata da Stefano Fantoni esaminerà «con attenzione i suggerimenti e le critiche che perverranno» entro il 31 ottobre all'indirizzo dottorato@anvur.org. La versione finale del documento, che terrà conto della consultazione, sarà pubblicata entro il 31 dicembre 2014.

I criteri usati dal ministero per finanziare i dottorati
I criteri di valutazione dei corsi di dottorato sono contenuti nell'articolo 13 del Dm dell'8 febbraio 2013. Ed è in base a questi criteri che il ministero contribuisce annualmente con un decreto ad hoc al finanziamento dei dottorati. Sono sei in particolare i criteri su cui ora l'Anvur propone con il suo documento una serie di indicatori per "pesarli". E cioè: qualità della ricerca svolta dai membri del collegio dei docenti; internazionalizzazione del dottorato; collaborazione con il sistema delle imprese e ricadute sul sistema socio-economico; attrattività; dotazione di servizi, risorse infrastrutturali e risorse finanziarie a disposizione; sbocchi professionali per i dottori di ricerca. L'Anvur avverte nel documento che l'esercizio di valutazione dovrà «tradursi in una graduatoria (o in alternativa in una classificazione di merito sufficientemente fine) dei corsi di dottorato all'interno di aree scientifiche omogenee. In particolare l'Aegnzia «calcolerà graduatorie separate per le 16 aree scientifiche» già definite nel processo della Vqr (la valutazione della qualità della ricerca). Per i corsi di dottorato che siano la prosecuzione di corsi già attivati per almeno 3 cicli , l'Anvur considererà oltre ai criteri precedenti anche la presenza di attività scientifica dei dottorandi e dottori durante il corso di dottorato e nei tre anni che seguono il conseguimento del titolo, «documentata da un adeguato numero di pubblicazioni scientifiche».

L'Anvur punta a favorire la mobilità dei dottorandi
Tra gli obiettivi che l'Anvur intende perseguire anche attraverso il suo lavoro di valutazione c'è quello di favorire la mobilità degli aspiranti dottorandi sul territorio nazionale per migliorare «lo scambio di informazioni scientifiche tra scuole differenti e - si legge nel documento aperto alla consultazione - il confronto tra metodologie e punti di vista diversi nell'affrontare le sfide della ricerca». In particolare l'Agenzia intende favorire i corsi di dottorato che garantiscano ai dottorandi: un ambiente di ricerca di livello elevato, che sia aperto al confronto e alla collaborazione internazionale; collegamenti con scuole ed enti di ricerca italiani e stranieri caratterizzati dall'eccellenza scientifica, in grado di ospitarli per periodi medio-lunghi; un tutoraggio efficace e continuo, necessario per una formazione alla ricerca attraverso la ricerca; un'offerta coordinata di corsi che ne allarghi e ne approfondisca la preparazione ottenuta nei corsi di laurea; una disponibilità di fondi oltre alla borsa di dottorato che ne consenta la mobilità (partecipazione a congressi, soggiorni in altri atenei o centri di ricerca..); una coerenza interna del corso e un'attitudine alla collaborazione riscontrabile dalla produzione scientifica dei membri del collegio nel caso di curricula all'interno del corso.


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