Studenti e ricercatori

Il ministro della Salute Lorenzin frena sull'abolizione dei test di Medicina: «Non siamo pronti»

di Marzio Bartoloni

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Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, frena sulla riforma dei test di medicina avanzata nei giorni scorsi dalla collega all'Istruzione, Stefania Giannini, che propone l'bolizione del numero chiuso per l'iscrizione alle Facoltà di Medicina con l'addio ai tanto detestati test e l'adozione di un rigido sbarramento dopo il primo anno «Ho sentito la proposta del ministro Giannini - ha spiegato la Lorenzin - e devo dire che qualche perplessità ce l'ho, nel senso che voglio capire bene lei come la vuole strutturare».

Per il ministro Lorenzin è a rischio il rapporto diretto studente e medico
Secondo il ministro della Salute Beatrice Lorenzin «abbiamo vari problemi, il primo è che le nostre Facoltà di Medicina sono fortemente interdisciplinari e quindi sono state costruite per avere un rapporto diretto tra lo studente e il medico, cioè il professore, sul campo. È evidente che se noi passassimo all'improvviso» all'abolizione del numero chiuso, «con un aumento di 70-80.000 studenti anche solo per il primo anno, questa interdisciplinarità tipica del nostro sistema verrebbe meno». «È un problema grande - continua il ministro - perché adattare a questo le università in tempi immediati significherebbe fare un grosso investimento economico, che mi pare non ci sia, visto che non si riescono a coprire gli specializzandi».


«Bisogna rivedere tutto il percosro fino alla specializzazione»
«Il secondo problema - secondo Lorenzin - è che dovremmo ipotizzare un diverso modo di programmare: in questi anni abbiamo pensato a un certo numero di borse di specializzazione per tot studenti. Sia per le specialità che per la medicina generale. E poi un ingresso nel mondo professionale, che è stato tra l'altro fermato dal blocco del turn over». Per il ministro della Salute quindi «questa cosa andrebbe vista nel suo insieme: se si pensa a un modello come quello americano o francese, in cui c'è la soglia al primo anno di università, ma già al liceo c'è una preparazione e una specie di lavoro di selezione, poi però l'università costa molto di più». La Lorenzin avverte poi di aver visto «preoccupazione da parte dei giovani medici, dei professori». «Durante la campagna elettorale non ne ho voluto parlare - ha concluso il ministro -, ma prima di partire con una riforma del genere voglio capire bene come si immagina di poterla impostare».


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