Studenti e ricercatori

La Bicocca di Milano entra nel consorzio AlmaLaurea

di Federica Micardi


Cresce il monitoraggio degli studenti universitari e del loro inserimento nel mondo del lavoro. Mentre AlmaLaurea si accinge a presentare il XVI Rapporto sul profilo di 230mila laureati nel 2013, l'Università di Milano Bicocca – prima tra i grandi atenei milanesi - sceglie di aderire al Consorzio interuniversitario, rompendo così una "tradizione" che vede la Lombardia a parte poche eccezioni, fuori dalla banca dati: il perimetro di AlmaLaurea, che attualmente coinvolge l'80% degli studenti universitari accoglie così i 32mila iscritti e circa 5mila laureati annuali e, un numero rilevante di aziende, che l'Università Milano Bicocca porta in dote.
Una scelta che il rettore dell'ateneo lombardo Cristina Messa motiva così: «AlmaLaurea grazie alle sue indagini rappresenta uno dei tasselli necessari alla valutazione del sistema universitario nazionale e di ogni singolo ateneo. Permette infatti al Ministero dell'Istruzione di monitorare lo stato di salute del sistema universitario nazionale, offrendo alle sue 65 università aderenti in modo tempestivo e comparato tutta una serie di dati capaci di tracciare il profilo alla laurea dei loro studenti e di misurare l'impatto che l'attività formativa ha sulla loro condizione occupazionale». Aggiungendo: «L'università italiana deve riacquistare un ruolo chiave nella formazione dei laureati e nel legame con il mondo del lavoro».
Gli atenei assenti
Ma gli atenei mancanti aderiranno mai? Tra gli assenti ci sono Palermo, Pisa e diversi atenei milanesi, tra cui la Cattolica, la Bocconi, il Politecnico e la Statale già iscritti al Cilea (Consorzio interuniversitario lombardo per l'elaborazione automatica). Un'assenza che si nota date le dimensioni, sempre più estese di questo consorzio che, partito nel 1996 con tre persone, cinque università aderenti e 16mila studenti ora è arrivato a coprire l'80% della formazione universitaria italiana e ad avere un organico di 60 persone.
«Oggi AlmaLaurea ha una banca dati, aggiornata, con due milioni di curriculum di laureati che viene consultata da oltre 5mila aziende, non solo italiane – spiega il fondatore del Consorzio e suo direttore Andrea Cammelli – e, dato che non abbiamo fini di lucro, il costo per conoscere il nominativo del candidato è di 67 centesimi. Ma non è tutto – prosegue Cammelli – stiamo esportando questo modello anche in Tunisia, Armenia e in tutti i paesi della costa adriatica grazie a un progetto finanziato dall'Unione europea».

Il nuovo appuntamento
Il prossimo appuntamento con AlmaLaurea è la presentazione il XVI Rapporto sul profilo dei laureati italiani che sarà fatta giovedì 29 maggio a Bra (Cn), presso l'Università di Scienze gastronomiche. Il Rapporto ha coinvolto i 230mila laureati delle 64 università. Si tratta in particolare di tutti gli studenti che hanno conseguito il titolo di studio nel corso del 2013: 132mila laureati di primo livello, 65mila laureati magistrali biennali e 24mila laureati magistrali a ciclo unico. Nel prossimo rapporto le università saranno sicuramente 65, o forse di più se la se la mossa della Bicocca aprirà la strada ad altre adesioni.


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