Universita e lavoro

Università di Modena scuola di convivenza europea . E garanzia di posto di lavoro

di Ilaria Vesentini

Modena - "Il futuro dell'Europa unita passa anche da voi giovani, da queste aule. Il vostro patrimonio e contributo è essenziale per la formazione di una coscienza europea". Con queste parole il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi ha aperto oggi la sua lectio magistralis a difesa dell'Unione europea e dell'euro nell'aula magna della facoltà di Medicina dell'Università di Modena e Reggio Emilia. E ha chiuso la giornata di inaugurazione dell'838° anno accademico dello "Studium mutinensis" (che fu fondato a Modena nell'anno 1175) affidando il sogno degli Stati uniti d'Europa ai giovani ricercatori e neolaureati dell'ateneo emiliano. Tra i più competitivi in Italia, stando al tasso di disoccupazione dei suoi studenti a un anno dal conseguimento del diploma di laurea: 13,3%, oltre 10 punti sotto la media nazionale, quinto miglior posto in assoluto tra le università italiane. Al sesto posto anche per reddito di ingresso nel mercato del lavoro per i neolaureati: 1.066 euro, 123 euro in più della media.

"Eppure anche un ateneo virtuoso come il nostro – sottolinea il neorettore Angelo Andrisano, che guiderà l'università, con i suoi 22mila iscritti e 837 docenti per i prossimi sei anni – ha subìto un taglio complessivo del fondo di finanziamento pubblico del 4,38%, pari a 4 milioni di euro in meno rispetto allo scorso anno".

Ecco quindi che il rapporto con il territorio diventa fondamentale, in uno scambio dare-avere in cui l'ateneo si fa garante di giovani laureati pronti per il lavoro in azienda (oggi 3 su 4 svolgono tirocini formativi, erano appena il 17% degli universitari nel 2004) e promotore di ricerca applicata in team con il mondo imprenditoriale. Il rettore cita a questo proposito la Fondazione Democenter Sipe ("che ha dimostrato in questi anni di crisi la propria utilità come facilitatore di innovazione per le imprese"), il polo per la sicurezza informatica per cui sono già pronti i finanziamenti, il polo del biomedicale a Mirandola in via di realizzazione, quello per la motoristica e meccanica avanzata, l'incubatore di strat-up Knowbel che sarà presto ospitato nella sede distaccata del tecnopolo a Spilamberto.

Dall'altro lato è il territorio che si deve adoperare per valorizzare e sostenere anche finanziariamente il patrimonio e la ricerca accademica, "come già fanno le quattro fondazioni modenesi ma sono convinto debba fare anche la Fondazione Manodori a Reggio Emilia – rimarca nel suo intervento il rettore – rendendo strategico, permanente e istituzionale il rapporto con l'ateneo". Nonostante 838 anni di convivenza con la comunità accademica, infatti, Modena e Reggio Emilia "sono ancora ben lontane dal poter essere considerate città universitarie", è il rammarico della presidente della Conferenza degli studenti, Elisa Sonego.


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