Famiglie e studenti

Invalsi, prove in ospedale o «nuova data» per chi non può recarsi a scuola

di Claudio Tucci

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La partecipazione alle prove Invalsi è divenuto requisito per l’ammissione agli esami di Stato. Ma per gli alunni impossibilitati di frequentare le lezioni perchè malati, o in istruzione domiciliare, come regolarsi? Lo chiarisce una circolare del Miur, appena pubblicata.

La nota del ministero
Come noto, scrive il ministero, l’articolo 22 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, recante norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, disciplina la valutazione di alunni e studenti in ospedale e in istruzione domiciliare. In riferimento all’esame conclusivo del primo ciclo di istruzione, il decreto ministeriale 3 ottobre 2017, n. 741, prevede che, qualora il periodo di ricovero presso ospedali o luoghi di cura coincida con il periodo previsto per lo svolgimento della prova nazionale, tale prova, ove ricorrano le condizioni, viene svolta nella struttura in cui l’alunno è ricoverato. Tali modalità si applicano anche ai casi di istruzione domiciliare per gli alunni impossibilitati a recarsi a scuola.

Il ministero precisa poi che, nel caso in cui gli studenti in ospedale o in istruzione domiciliare siano impossibilitati, per particolari condizioni fisiche, a svolgere la prova nazionale nella finestra temporale assegnata, l’istituzione scolastica di riferimento dovrà contattare direttamente l’Invalsi per concordare tempi e modalità specifiche per ciascuna situazione al fine di garantire un sereno svolgimento della prova, requisito di accesso all’esame di Stato.


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