Famiglie e studenti

Amnesty: bullismo in crescita, per gli italiani è «colpa» dei social

di Alessia Tripodi

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Per sette italiani su 10 il fenomeno del bullismo è in crescita. Ma per quasi la metà degli intervistati (il 45%) l'incremento si è verificato a causa della «grande cassa di risonanza fornita dai social media». È quanto emerge dall'indagine "Gli italiani e le discriminazioni", realizzata da Amnesty International in collaborazione con la Doxa per fotografare il pensiero dei connazionali sui fenomeni discriminatori. Lo studio - che indaga anche la percezione su omofobia e violenza sulle donne - è stato realizzato on line su un campione rappresentativo di mille persone ed è stato presentato ieri a Roma, in occasione del lancio della campagna di raccolta fondi Amnesty con il 5X1000.

Per 1 su 4 bullismo sempre presente
Per il 26% degli intervistati, dice l'indagine, la crescita del bullismo è dovuta al costante «clima di incitamento all'odio e alla discriminazione presente sui media». Mentre 1 italiano su 4 è convinto che il fenomeno sia sempre stato presente e non ci sono differenze sostanziali rispetto al passato, se non un incremento delle denunce. Ma secondo i dati Amnesty, in Italia, un ragazzo o una ragazza su 2, tra gli 11 e i 17 anni, ha subìto episodi di bullismo e circa il 20% ne è vittima assidua, cioè subisce prepotenze più volte al mese .

Iniziative Amnesty per le scuole
Amnesty International è attiva dal 2016 con un progetto pilota che ha l'obiettivo di ridurre i casi di bullismo in tutti i settori della vita scolastica. All'iniziativa, spiega l'organizzazione, hanno preso parte 16 scuole in Italia, Irlanda, Polonia e Portogallo, impegnando quasi 3mila persone tra insegnanti, studenti e genitori, coinvolti con eventi formativi, attività di sensibilizzazione e azioni mirate a creare partecipazione e networking.
I giovani e gli insegnanti intervistati nel processo di valutazione, spiega l'organizzazione, hanno notato un miglioramento sostanziale del clima scolastico e la riduzione degli episodi di bullismo che, quando presenti, sono stati affrontati tempestivamente. A fine ottobre 2017, poi, Amnesty ha lanciato la campagna di raccolta fondi "No al bullismo" . Obiettivo: dare il via a un programma di sensibilizzazione ed educazione ai diritti umani all'interno delle scuole italiane.


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