Famiglie e studenti

Ai tecnici il tasso di impiego sale al 46,8%; al top l’indirizzo «Elettronica ed elettrotecnica»

di Claudio Tucci

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I diplomati degli istituti tecnici continuano ad avere più chance occupazionali: soprattutto i ragazzi usciti dall’indirizzo «Elettronica ed elettrotecnica». A un anno dalla maturità, infatti, il tasso di occupazione dei ragazzi usciti da questo indirizzo tecnologico raggiunge il 53,5%; vale a dire, più di uno su due ha un lavoro.

La fotografia Almadiploma
Il tasso di occupazione di chi esce dal tecnico tocca il 46,8% (il 30% lavora e basta). A sfiorare il 50% sono anche i periti usciti, sempre da 12 mesi, dagli «Altri indirizzi tecnologici» (47,6%) e pure il percorso «Amministrazione, finanza e marketing» si attesta su un significativo 46,1 per cento.

Numeri che potrebbero essere ancora più elevati se si considera che ogni anno ci sono circa 60mila figure professionali che le aziende fanno fatica a trovare (sono cioè «di difficile reperimento»); e che, guarda caso, corrispondono proprio ad altrettanti indirizzi offerti dal nostro sistema d’istruzione tecnica: dal meccanico al geometra, dall’agroindustria al tessile-moda, passando per l'informatica e il marketing. Un vero e proprio peccato, con un tasso di disoccupazione giovanile che, seppur in miglioramento, si posiziona oltre il 32 per cento.

Riformati nel 2010 dall'ex ministro Mariastella Gelmini, oggi gli istituti tecnici sono strutturati in due settori (Economico e Tecnologico) e suddivisi in complessivi 11 indirizzi. E si stanno scrollando di dosso l’etichetta, sbrigativa, di scuole di “serie B”: anche i recenti dati Ocse-Pisa, presentati dall'Invalsi, hanno riconosciuto i buoni livelli di competenza raggiunti dagli studenti “tecnici”, specie in matematica e nelle regioni settentrionali. Tornando ai singoli indirizzi, il tasso di occupazione dell’indirizzo «Cat» (ex geometri) è del 48%; «Informatica e telecomunicazioni» si ferma al 44 per cento.

La tipologia di contratto
A lavoro la prevalenza è per il contratto formativo (24,5% dei tecnici impiegati); il tempo indeterminato sfiora il 10 per cento. La retribuzione media mensile netta: 831 euro, si sale 1.055 euro nell’indirizzo «Elettronica ed elettrotecnica».


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