Famiglie e studenti

Un progetto racconta ai giovani l’Ue con gli occhi di De Gasperi, Adenauer e Schuman

di Andrea Carli

Raccontare alle nuove generazioni un progetto, un’idea che alla fine è diventata realtà, e farlo con gli occhi di una storia di amicizia, di dialogo tra tre uomini di nazionalità diverse. Alcide De Gasperi, Konrad Adenauer e Robert Schuman: un italiano, un tedesco e un francese. In comune l’idea di un’Europa che sarebbe dovuta essere unita, dopo la tragedia della Seconda guerra mondiale, di un’Europa che avrebbe dovuto mettere da parte gli interessi nazionali a favore di un’ottica e di una casa comune .

Il progetto dedicato ai giovani europei
È questo, in estrema sintesi, lo scopo del progetto “Unione Europea: storia di un’amicizia, qualche contrasto e molte opportunità”, presentato questa mattina a Roma presso la Camera dei deputati davanti a un gruppo di studenti delle scuole medie superiori. All’incontro-dibattito hanno partecipato Maria Romana De Gasperi, presidente onorario della Fondazione De Gasperi; Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo; Massimiliano Valente, professore presso l’Università Europea di Roma; Markus Krienke, professore presso la Facoltà di Teologia di Lugano e consulente scientifico della Konrad-Adenauer-Stiftung in Italia e Alessandra Venturini, professore presso l’Università degli Studi di Torino e professore al Migration Policy Center (MPC) dell’EIU di Firenze.

Circa 1.500 giovani coinvolti tra Torino, Milano e Roma
Ma i veri protagonisti sono stati (e saranno) i giovani, a cui si rivolge questa iniziativa di “formazione”, promossa dalla Fondazione De Gasperi in collaborazione con Intesa Sanpaolo con l’obiettivo di fornire una chiave di lettura nuova sull’Unione Europea, tornata al centro del dibattito politico in questi giorni di campagna elettorale . Nelle tre tappe su cui si è sviluppata questa riflessione - Torino, Milano e adesso Roma - ne sono stati coinvolti circa 1.500. Sullo sfondo il quadro delineato da una recente indagine dell’Eurobarometro, in base alla quale il 31% dei cittadini europei non conosce nemmeno una delle istituzioni comunitarie. Molti, oltre a ignorare le motivazioni del processo di integrazione e le tappe storiche che lo caratterizzarono, avvertono il tema come un elemento lontano dalla loro vita quotidiana.

Gros-Pietro: grande blocco economico che punta a crescita inclusiva
L’Unione europea, ha spiegato Gian Maria Gros-Pietro, presidente di IntesaSanpaolo, «è nata con grandi ambizioni dall’amicizia di personaggi lungimiranti che hanno pensato alla creazione di una istituzione che, in primis, condividesse elevati valori sociali e civili e che estendesse coerentemente il suo raggio di influenza alla politica e all’economia. Oggi - ha aggiunto - è un grande blocco economico che ha come obiettivo il benessere del proprio popolo, dei propri cittadini: una crescita inclusiva, equa».

Maria Romana, figlia di De Gasperi: per loro la politica è lavoro per gli altri
«Ho avuto la fortuna, pur essendo molto giovane, di conoscere tutti e tre - ha raccontato Maria Romana De Gasperi, figlia dello statista trentino -. Lavoravo nella segreteria di mio padre. Mi colpì la semplicità di queste persone. Questi uomini che hanno fatto l’Europa hanno trasmesso un messaggio: la politica è un lavoro per gli altri».

Lo storico Valente: più solidarietà e meno interessi particolaristici
Alla base del dialogo tra De Gasperi, Adenauer e Schuman, ha sottolineato lo storico Valente, «la consapevolezza comune che l’Europa uscita dalla guerra dovesse trovare nella solidarietà la sua dimensione futura: un interesse comune che va al di là delle esigenze e delle priorità dei singoli Stati». Un messaggio che allora, in un’Europa in ginocchio dopo il conflitto mondiale, fece la differenza. Una bussola oggi per consolidare un percorso di integrazione non ancora del tutto compiuto.


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