ITS e imprese

Al decollo i «bollini» per l’istruzione tecnica di qualità

di Claudio Tucci

L’obiettivo è innalzare, con il coinvolgimento diretto delle imprese, la qualità dei percorsi formativi “on the job” a favore dei ragazzi delle superiori, in primis tecnici e professionali, e degli Its, le “super scuole” di tecnologia post diploma, che rappresentano il segmento terziario professionalizzante del nostro sistema educativo. Ma, anche, al tempo stesso, far conoscere a famiglie e studenti quanta manifattura è presente nel territorio.

Annunciati a fine giugno, Confindustria è pronta a far decollare i due bollini «per l’alternanza di qualità» e «imprese in Its». «Si tratta di riconoscimenti tangibili, che certificano l’impegno educativo delle aziende - spiega il vice presidente di Confindustria per il Capitale umano, Giovanni Brugnoli -. L’asse con il mondo della scuola è un’opportunità, e una grande responsabilità per noi imprenditori. Per questo, i due premi sono un’iniziativa forte per affermare che le aziende sono oggi parte importante di un sistema formativo, che non è fatto solo di scuole, ma anche, appunto, di attori economici».

I due bollini hanno validità annuale: quello «per l’alternanza di qualità» valorizza le collaborazioni virtuose con scuole superiori e centri di formazione professionale. Il bollino «imprese in Its» tiene invece conto del grado di coinvolgimento dei datori nelle attività delle Fondazioni, in particolare per quanto riguarda la promozione di stage e tirocini a favore dei ragazzi. Entrambi i riconoscimenti si ottengono accedendo alla piattaforma dedicata, da qualche giorno, online sul sito di Confindustria: basta inserire la partita Iva e completare, con le informazioni richieste, i rispettivi moduli (il bollino si ottiene qualora l’impresa conquisti almeno la metà dei punti totali attribuibili).

Il fatto è che c’è bisogno di un impegno di tutti per far fare il salto di qualità alla formazione “on the job”. L’alternanza scuola-lavoro, obbligatoria dal 2015, mostra ancora luci e ombre: gli studenti sono aumentati notevolmente , da 270mila, prima dell’obbligo, a circa 1,5 milioni, quest’anno (ma chi va realmente in azienda è circa il 40%). Anche gli Its, a oggi, debbono spiccare il volo: il tasso di occupabilità dei neodiplomati sfiora l’80%; e l’intera filiera è strategica per Industria 4.0. Eppure gli iscritti si fermano a 8-9mila; le imprese che fanno parte alle Fondazioni sono 774; e le “fabbriche” sedi di stage sono 1.688. Numeri, certo, in crescita, ma serve il cambio di passo.

«Scuola e lavoro sono tornati a parlare – chiosa Brugnoli –. La strada da fare è molta: noi, anche con queste iniziative premiali, siamo in campo nel sensibilizzare le imprese. Mi aspetto segnali di attenzione: servono regole semplici e che incentivino le aziende, specie le Pmi, ad accogliere studenti. Per il prossimo governo il decollo della formazione “on the job” dovrà essere una priorità per la crescita economica del Paese e per l’occupazione dei giovani».


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