Personale della scuola

Fact checking all’obbligo dei vaccini a scuola: tassi di copertura aumentati

di Barbara Gobbi

Dopo la bordata sul Jobs Act lanciata da Silvio Berlusconi, l’attacco del leader leghista Matteo Salvini punta dritto contro un altro provvedimento-chiave del governo in carica: la legge sull'obbligo vaccinale, fortemente voluta dalla ministra della Salute Beatrice Lorenzin, che già a partire dall’anno scolastico in vigore ha reintrodotto il vincolo di 10 profilassi da zero a sedici anni, per l’iscrizione a nidi, materne, elementari e per i primi due anni delle superiori. L'obiettivo dichiarato è riportare i tassi di copertura – scesi in maniera drammatica soprattutto per il morbillo, che in questi giorni ha fatto registrare il quinto decesso dall'inizio dell'epidemia che è ripartita in Italia - al di sopra della soglia minima indicata dall'Organizzazione mondiale della sanità, ripristinando in Italia un obbligo che dal 1999 era di fatto decaduto.

Oggi, l’annuncio di Salvini via tweet: «Cancelleremo norme Lorenzin. Vaccini sì obbligo no. E via la tassa assurda sulle sigarette elettroniche». Immediata la risposta della ministra della Salute, che proprio ieri ha presentato il simbolo della sua lista Civica popolare: «Salvini propone esattamente le stesse cose dei no-vax e del Movimento5Stelle, mettendo seriamente a rischio la salute dei nostri figli e dei cittadini italiani. Questo è un modo estremamente rischioso di fare la campagna elettorale».

I primi risultati della legge
La legge sui vaccini, frutto della conversione a fine luglio del decreto legge varato dal governo a maggio scorso, è ancora in fase di rodaggio, e soprattutto di monitoraggio dei risultati. Proprio per verificarne con maggiore tempestività gli effetti, il check del ministero della Salute sui dati regionali è diventato da annuale a “intensivo”: la commissione per il monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza rileva ogni due mesi i dati per Regione sui nuovi bambini vaccinati. L’analisi riguarda tutte le profilassi per cui è stato reintrodotto l'obbligo (che di fatto erano già presenti nel calendario vaccinale) tranne la varicella, diventata obbligatoria solo a partire dalla coorte 2017 e perciò non ancora rilevabile.

Monitoraggio in corso
Proprio in questi giorni è in corso la terza tranche di monitoraggio, sui dati al 31 dicembre 2017. «Contiamo di registrare un aumento», annuncia dal ministero della Salute Stefania Iannazzo, tra gli autori di un articolo sull'obbligatorietà vaccinale pubblicato nei giorni scorsi dalla rivista Lancet, in cui sono stati anticipati i primi effetti del provvedimento. Nelle cinque Regioni per cui sono già disponibili i dati preliminari, grazie anche all’attivazione delle anagrafi vaccinali, in media il 29,8% dei bambini non vaccinati nati dal 2011 al 2015 è stato sottoposto alla profilassi da quando è entrata in vigore la nuova legge. Rispetto al 2016, riporta ancora Lancet, questo «recupero» ha comportato un aumento della copertura vaccinale da giugno a ottobre 2017 dell’1% per il vaccino esavalente contro difterite, tetano, pertosse, poliomielite, haemophylus influenzae di tipo b ed epatite B. E un aumento del 2,9% dei vaccinati contro morbillo, parotite e rosolia. Nelle coorti dal 2001 al 2015, in media, la copertura per il morbillo è cresciuta del 2,3%: questo forse è il dato più indicativo, se si considera che l'ultima rilevazione 2016 parlava di un crollo delle coperture vaccinali contro questa malattia all’87,3%, a fronte di un tasso ottimale del 95%.

«Sebbene nell’interpretazione dei dati si tenga conto della probabilità di una migliore registrazione delle vaccinazioni e dell'immunizzazione, questi risultati appaiono incoraggianti», argomentano ancora gli esperti di Lancet. Che però aggiungono: «Naturalmente, il dibattito etico e scientifico sulle vaccinazioni obbligatorie non si limita al monitoraggio dei tassi di copertura».


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