Famiglie e studenti

Invalsi: italiani promossi in lettura, tra i più bravi in Ue

di Alessia Tripodi

Alunni italiani promossi in lettura: con un punteggio medio di 548, gli scolari di quarta elementare superano «significativamente» la media dei Paesi Ocse (541) e dei Paesi europei (544) nelle prove di apprendimento della lettura (Pirls, Progress in International Reading Literacy Study). I più bravi sono gli alunni del Nord e, in generale, le femmine vantano risultati leggermente migliori dei maschi (+7 punti). Meno brillanti, invece, le performance sul fronte della lettura on line, dove gli italiani si piazzano decimi su 14 paesi. Sono i dati dell'indagine Pirls condotta dall'Invalsi su 3.900 bambini, rappresentativi di 520mila studenti di quarta elementare, nell'ambito di una rilevazione internazionale della Iea che mette a confronto 50 Paesi. Rilevazione che, per la prima volta quest'anno, valuta anche la capacità dei ragazzi di leggere testi informativi sul web, misurata con la prova ePirls.

Performance in linea con Ue
Gli alunni del Nord Ovest (con 562 punti ) e Nord Est (557) raggiungono punteggi medi significativamente più alti della media nazionale, mentre al Sud (538) e nel Sud-Isole (525) punteggi significativamente più bassi.
La perfomance dell'Italia, dice Invalsi,è in linea con quella di diversi Paesi Ue - Germania, Svezia, Paesi Bassi, Portogallo, Ungheria, Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca- e inferiore alla Federazione Russa (581 punti) e a Hong Kong e Singapore che, insieme a Irlanda, Finlandia, Polonia e Irlanda del Nord, vantaggi un punteggio superiore a 560 punti.

Italiani migliorati di 7 punti dal 2001
Le prestazioni degli studenti italiani sono migliorate dal 2001 al 2016, con un aumento di 7 punti nella scala complessiva di lettura, che - sottolinea Invalsi - è avvenuto contestualmente a un «aumento significativo» della proporzione di studenti immigrati, passati nello stesso periodo di tempo dal 2% al 10%.

Ambiente familiare e scolastico influenzano i risultati
Secondo i dati, chi vive in famiglie in cui ci sono almeno 100 libri (8% bambini in Italia) ottiene risultati migliori (595), rispetto a chi a casa ha meno di 25 volumi (6% con 507 punti). Punteggi più alti anche nelle scuole in cui ci sono più famiglie benestanti, in cui i problemi disciplinari o di sicurezza non sono rilevanti (59% degli istituti) e dove l'ambiente è molto sicuro e tranquillo (20%). Sulla performance incide infine anche la lettura personale al di fuori dell'orario scolastico: il risultato è migliore tra chi legge ogni giorno (41% dei bambini, che ottengono un punteggio medio di 554) rispetto a chi legge una o due volte al mese (16%; 517).

I livelli di rendimento
La scala di lettura proposta agli studenti è stata suddivisa in quattro livelli di difficoltà delle domande, corrispondenti ad altrettanti livelli di capacità di lettura: livello Avanzato, Alto, Intermedio e Basso. Raggiunge il livello avanzato l'11% degli italiani, valore non lontano dalla percentuale media dei Paesi Ue e Ocse e analoga a quella di Paesi come Germania, Nuova Zelanda e Danimarca.
La quasi totalità degli studenti italiani (98%), spiega poi Invalsi, riesce a rispondere almeno ai quesiti più semplici di Pirls, percentuale in linea con quella dei Paesi in cima alla classifica, non distante dalla media Ue (97%) è leggermente più alta della media Ocse (96%).

Più deboli sul web
Nei test di lettura on line (ePirls), che hanno coinvolto 14 Paesi, l'Italia si piazza al decimoposto con un punteggio di 532, ben superiore a quello di Slovenia, Portogallo, Georgia ed Emirati Arabi Uniti. Ma al di sotto di Singapore (che vanta 588 punti), Norvegia e Irlanda (entrambi 560 punti). A livello internazionale, dice l'indagine, in 11 Paesi su 14 la differenza di rendimento nella lettura on line tra maschi e femmine è «statisticamente significativa» e in favore delle femmine. Mentre in Italia, lo scarto tra femmine e maschi non è significativo. La percentuale di studenti italiani che raggiunge il Livello Avanzato - rispondendo con successo ai quesiti più difficili di ePirls - è del 6%, la metà rispetto alla media degli studenti degli altri Paesi. Mentre, anche in questo caso, alle domande più facili di ePirls riescono a rispondere quasi tutti i ragazzi italiani ( 98%).

Il confronto tra carta e Web
Invalsi ha anche messo a confronto i risultati ottenuti dagli studenti alle prove ePirsl (lettura di testi online) con quelli ottenuti alle prove di lettura "tradizionale" Pirls. I ragazzi di Danimarca, Stati Uniti, Singapore, Emirati Arabi Uniti, Norvegia, Israele e Svezia ottengono risultati migliori nella lettura online-ePirls, mentre quelli di Portogallo, Georgia, Slovenia e Taipei Cinese hanno risultati migliori nelle prove Pirls. Anche gli studenti italiani mostrano migliori performance nelle prove su "carta" (punteggio medio 5496) rispetto a quelle sul web (punteggio medio 532) .


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