Famiglie e studenti

Il coding migliora l’apprendimento e le competenze digitali. Lo dice Sapientino

di Pierangelo Soldavini

S
2
4Contenuto esclusivo S24

Il coding si sta affermando come disciplina sempre più diffusa nelle scuole in tutta Italia, a partire dalle primarie. L’avvicinamento alla logica del pensiero computazionale non è fine a se stesso, ma ha l’effetto di migliorare l’apprendimento e di affinare le competenze scientifiche e digitali nel loro complesso, proprio quelle nelle quali l’Italia oggi non eccelle.

A confermarlo è una ricerca del dipartimento di Ingegneria informatica, automatica e gestionale dell’Università La Sapienza di Roma, condotta sulla base dei dati raccolti nella sperimentazione avviata da Clementoni d’intesa con il Miur. I risultati mostrano un netto miglioramento delle performance dopo l’attività condotta in classe nell’ambito del progetto “A scuola di coding”: il 76% dei bambini ha ottenuto un punteggio finale migliore di quello iniziale, mentre solo il 16% ha punteggi inferiori. Il miglioramento è risultato particolarmente significativo nell’ambito della matematica, ma rilevanti sono anche gli effetti per quanto riguarda geometria e geografia.

«I bambini possono imparare la programmazione dei robot prima ancora di leggere e scrivere», afferma Luca Iocchi, docente della Sapienza che ha curato la ricerca, sottolineando come l’affinamento della logica computazionale porti a un miglior approccio anche nei confronti delle attività curriculari, con un miglioramento complessivo nelle risposte e nelle modalità operative delle attività. Per di più in una logica che premia l’inclusività, dal momento che non si registrano differenze di genere.

«È un risultato che premia l’intuizione di mio papà che giusto cinquant’anni fa lanciò con il Sapientino un prodotto che univa la tradizonale esperienza ludica con contenuti più educativi con carattere di scientificità», commenta Giovanni Clementoni, ad dell’azienda di famiglia che nel ’67 ha concretizzato l’idea dell’”imparare giocando” a misura di bambino.

D’altra parte le comeptenze digitali sono quelle necessarie per permettere agli studenti di oggi di diventare cittadini a pieno titolo dell’economia digitale di domani: «Il digitale diventerà l’infrastruttura della loro vita e sarà anche alla base della grandissima maggioranza dei nuovi lavori - afferma Diego Ciulli, responsabile Public Policy di Google -. Ma con l’accesso infinito all’informazione rappresentato dallo smartphone, diventa sempre più necessario che il ragazzo sia messo in grado di capire le logiche sottostanti a tale accesso. E apprenderlo giocando facilita il processo».

Anche il Miur guarda con attenzione al coding, ma in generale all’innovazione: «Stiamo pensando a introdurre un’ora di innovazione dalla primaria fino alla secondaria superiore come coronamento del Piano nazionale scuola digitale - spiega Donatella Solda del Gabinetto del ministro dell’Istruzione -: in questa logica la scuola si apre all’esterno con un’interazione con soggetti abilitati per supportare nella proposta didattica i docenti, che spesso si trovano a dover affrontare la fatica e la solitudine di fronte al cambiamento».


© RIPRODUZIONE RISERVATA