Famiglie e studenti

Successo di Erasmus Plus, l’Italia incassa dalla Commissione europea 14 milioni di euro per il 2017/18

di Maria Piera Ceci

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Studenti che si spostano sempre più all'interno dell'Europa, ma anche al di fuori dei confini dell'Europa, grazie al progetto Europeo Erasmus Plus. Se ne è parlato in una due giorni alla Sapienza di Roma, dove si sono incontrati 250 rappresentanti delle università europee e dei Paesi dell'area del Mediterraneo e del Medio Oriente: Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Palestina, Siria e Tunisia.


«Scopo della due giorni è far incontrare le università del sud del Mediterraneo con quelle del resto d'Europa, creare un punto di incontro fra tante culture», spiega Sara Pagliai, coordinatrice dell'agenzia Erasmus Plus. La Commissione europea sta infatti promuovendo partenariati e scambi di studenti e di staff delle università anche con la riva sud del Mediterraneo, un'azione importante, tanto più in questo periodo.


«Perché la mobilità dei ragazzi rappresenta un modo concreto per superare barriere culturali, stereotipi, situazioni di conflitto fra culture diverse», sottolinea Sara Pagliai. «Soltanto incontrandosi e conoscendosi si può costruire un nuovo modo di cooperare. Erasmus dal 2015 consente anche la mobilità fuori dall'Europa. Scopo del seminario vuole proprio essere quello di accrescere la cooperazione e la mobilità degli studenti».


Dalla Commissione europea sono arrivati all'Italia per il 2017/2018 14 milioni di euro, destinati a 49 istituti di istruzione superiore. I fondi finanzieranno 3.386 tra studenti e docenti, (+9% rispetto al 2016).
«Si tratta di fondi finalizzati alla mobilità di studenti e formazione dei docenti, sia per gli italiani che vanno fuori dall'Europa, sia per accogliere studenti stranieri non Ue nelle nostre università», spiega Pagliai.
«I nostri atenei sono molto attivi, sia per quanto riguarda la mobilità più tradizionale attraverso i piani Erasmus nei paesi europei, ma sono anche molto aperti verso le università extra Ue, perché l'Italia è sempre stato un paese ponte verso la sponda sud del Mediterraneo, con cui sono stati avviati progetti e programmi».


A leggere bene i dati, si scopre che i fondi stanziati hanno consentito l'arrivo nel nostro Paese di 2.156 persone (studenti, docenti e personale accademico), provenienti da Tunisia (190), Albania (174), Serbia (167), Federazione Russa (135), Ucraina (129). 1.230 invece le persone che dall'Italia si sono spostate per un periodo di studio o formazione all'estero: in Albania (143), Federazione Russa (108), Serbia (103), Tunisia (94), Georgia (61).


Tra le università italiane che riceveranno più studenti dal resto del mondo, figura al primo posto il Politecnico di Torino, seguito dall'università di Padova, dall'Università della Tuscia, dall'Alma Mater di Bologna e dall'ateneo di Torino.


Per quanto riguarda invece la mobilità verso i paesi extra Ue, i primi cinque istituti italiani per numero di studenti in partenza sono l'Alma Mater di Bologna, l'Università della Tuscia, il Politecnico di Torino, l'Università di Torino e l'Università di Padova. Il Politecnico di Bari attiverà, invece, più scambi nell'ambito della mobilità dei docenti.


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