Famiglie e studenti

Ferito da una pallonata all’occhio nell’ora di ricreazione, nessun risarcimento dovuto dal Miur

di Francesca Malandrucco

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Viene ferito ad un occhio da una pallonata nel cortile della scuola durante l'ora ricreazione, il Miur non è tenuto a risarcire i danni quando l'incidente viene considerato «imprevedibile e imprevenibile». Lo ha stabilito la Cassazione che, con la sentenza 24090/2017, ha condannato la vittima dell'incidente, all'epoca dei fatti minorenne, a risarcire il Miur e la compagnia di assicurazioni, la Generali, delle spese legali sostenute, mettendo fine ad una vicenda giudiziaria che andava avanti dal 1999.

All'epoca dei fatti il protagonista frequentava la quinta elementare presso la scuola “Marco Foscarini” di Venezia. Durante le ricreazione, mentre si trovava nel cortile della scuola, venne colpito dal pallone all'occhio sinistro, riportando una lesione della retina con una perdita sensibile della vista, ridotta a quattro decimi. La famiglia citò il Miur in giudizio, chiedendo un risarcimento danni per oltre 463 mila euro. I giudici di merito sia in primo grado che in appello esclusero la responsabilità del ministero ritenendo che il danno fosse, appunto, imprevedibile e imprevenibile.
A nulla è valso il tentativo della vittima di ricorrere in Cassazione denunciando, tra i vari motivi del ricorso, il fatto che la Corte d'appello non avrebbe «valutato appieno le testimonianze, dalle quali erano emerse varie circostanze idonee a fondare un giudizio di responsabilità in capo al personale scolastico», puntando il dito, in particolare, sulla vicinanza del bambino rispetto al campo di gioco, sulla vis agonistica dei giocatori e sulla circostanza che il pallone fosse sgonfio.


Per i giudici supremi, che hanno ritenuto inammissibile il ricorso, «la Corte d'appello non ha negato che l'amministrazione scolastica fosse gravata da una presunzione di colpa in base all’articolo 2048 Cc, ma ha semplicemente ritenuto che, in base alle prove raccolte, tale presunzione fosse stata vinta e il ministero fosse riuscito a dimostrare che il personale scolastico nulla avrebbe potuto fare per impedire il fatto».
La Cassazione ha inoltre sottolineato come spetti al giudice di merito stabilire se un evento sia prevedibile o meno, se una condotta sia diligente o meno, se una regola di prudenza sia stata osservata o meno, ed è insindacabile in sede di legittimità. «E' una questione che esula dal perimetro del presente giudizio di legittimità – si legge nella sentenza – ed è riservata al giudice di merito».


Quanto poi alla lamentela del ricorrente che, fin dal processo di primo grado aveva denunciato «la palese omissione di soccorso da parte della scuola», avvalendosi di una ricostruzione dei fatti ritenuta «falsa» in appello, i giudici supremi hanno rimandato sia il ricorso che l'atto di citazione in primo grado, alla Procura generale presso la Corte di Cassazione per le valutazioni di sua competenza «sia sul piano disciplinare che di altro tipo».


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