Famiglie e studenti

Vademecum degli adempimenti per le scuole, fondamentale predisporre il piano economico

di Francesca Lascialfari

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Nell'aanno scolastico 2017/18 arriva a conclusione il primo triennio di alternanza scuola-lavoro, introdotto dalla legge 107/2015 per tutti gli indirizzi di studio. D'ora in avanti, quindi, tali attività, che costituiscono parte integrante del piano triennale dell'offerta formativa, saranno rivolte a tutti gli studenti dei tre anni conclusivi delle scuole superiori.
Come noto, l'alternanza scuola-lavoro si configura come un percorso unico e articolato da realizzare in contesti operativi con una forte integrazione ed equivalenza formativa tra esperienza scolastica ed esperienza lavorativa. L'organizzazione di tali attività necessita di atti prodromici da realizzarsi fin dall' inizio dell'anno scolastico da parte delle varie componenti della scuola, sia internamente che nei confronti dell'azienda.


In prima analisi, fin dalle prime riunioni del collegio dei docenti, sarà opportuno avviare o rivedere la progettazione di istituto, prevedendo sia momenti di formazione in aula che periodi di pratica professionale o altre attività (visite in aziende, incontri con esperti, ecc.) in contesti lavorativi.
A tal proposito, è auspicabile che nel piano annuale delle attività dei docenti sia inserito un lavoro per dipartimenti disciplinari per una revisione dell'impianto curricolare coerente con una didattica per competenze. Un ruolo importante è rivestito dai Comitati tecnici scientifici (Cts) degli istituti tecnici e professionali e i comitati scientifici (Cs) dei licei, in quanto questi organismi, composti da più soggetti rappresentativi delle realtà professionali territoriali e dell'università, potranno fornire indicazioni di importanza rilevante per la costruzione del profilo d'uscita degli studenti e delle competenze attese al termine del percorso scuola – lavoro.
Il collegio può opportunamente delegare a un'apposita commissione l'elaborazione delle finalità del progetto, l'individuazione delle strutture ospitanti, i criteri d'attuazione e di valutazione e il monitoraggio dei percorsi.


Entro il mese di ottobre, sulla base dei dati acquisiti, il gruppo di lavoro informa i singoli consigli di classe delle opportunità esistenti, in modo che questi possano elaborare una programmazione specifica per ciascuno studente e individuare, secondo modalità stabilite dalla singola istituzione scolastica, i tutor interni responsabili dell'attuazione dei periodi di pratica professionale. È importante che vi sia il massimo coinvolgimento possibile di tutti i docenti del consiglio di classe affinché possa essere realizzata un'effettiva integrazione fra attività didattica curricolare ed esperienza lavorativa. A tal fine, una programmazione modulare facilita l'esatta esplicitazione dei tempi di realizzazione del percorso di alternanza e delle unità didattiche specifiche.
Successivamente, le scuole avviano la co-progettazione con l'impresa ospitante: i tutor interni incontrano i tutor aziendali coinvolgendoli nella progettazione del percorso per verificare la congruità degli obiettivi fissati e le modalità e la tempistica di realizzazione del percorso scuola-lavoro. I periodi di stage saranno collocati nei periodi indicati dal Collegio dei Docenti e inseriti, di norma, nel calendario delle lezioni approvato alla fine di ciascun anno scolastico da parte del consiglio di istituto.


Fondamentale è la predisposizione del piano economico dettagliato delle attività di alternanza, redatto dal dirigente scolastico e dal Dsga, con proposta di riparto delle ore aggiuntive per il personale, da sottoporre all'attenzione dei rappresentanti sindacali di istituto e al necessario visto dei revisori dei conti.
Da ricordare, infine, la necessità di calendarizzare prima possibile i corsi di formazione sulla sicurezza per gli studenti: alla scuola compete la formazione generale con verifica finale da effettuarsi prima dell'inizio delle attività di stage.


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